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Svizzera
Obbligo telelavoro fino a fine febbraio
Immagine CdT
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Keystone-ats
5 anni fa
A parte le disposizioni sulla quarantena, tutte le altre misure rimarrano fino a marzo. Novità anche per i test PCR. Nuovi aggiornamenti da parte del Governo federale il 2 febbraio

L’obbligo del telelavoro e le disposizioni attuali riguardanti la quarantena dei contatti sono prolungate sino a fine febbraio. Le altre misure adottate il 17 dicembre - in particolare “2G” e “2G+” negli spazi interni e limiti negli incontri privati - sono invece prorogate fino a fine marzo. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale al termine della consultazione con i cantoni e gli ambienti interessati. Nell’ambito della lotta al coronavirus, il Governo riduce inoltre da 365 e 270 giorni il periodo di validità di tutti i pass covid a partire dal 31 gennaio. In una nota, l’esecutivo afferma che la situazione negli ospedali rimane critica. Per questo motivo ha deciso di estendere i provvedimenti per contrastare la diffusione del Covid-19 al di là del 24 gennaio. Alain Berset ha sottolineato in conferenza stampa come sia necessario ancora essere “prudenti”, il virus sta circolando molto e per questo bisogna capire come si evolverà la situazione.

Anche quarantena fino a fine febbraio
In seguito alla breve consultazione con le autorità cantonali, i partner sociali, le commissioni parlamentari e le associazioni di categoria, ha però deciso una proroga differenziata delle misure: le disposizioni riguardanti l’obbligo dell’homeoffice e della quarantena dei contatti - quest’ultima ridotta a cinque giorni da giovedì scorso - verranno prolungate fino a fine febbraio. È inoltre esentato dalla quarantena dei contatti chi si è fatto vaccinare o è guarito dal Covid-19 negli ultimi quattro mesi.

Il resto fino a marzo
Dal canto loro, gli altri provvedimenti - ossia la regola del “2G” e “2G+” e mascherine negli spazi chiusi, “3G” per gli eventi all’esterno e limitazione delle riunioni private con non vaccinati o guariti a 10 persone - sono prolungate sino a fine marzo. Il Consiglio federale valuterà costantemente la situazione e in particolare se lo sviluppo della pandemia consentirà una revoca anticipata delle misure, si legge nel comunicato governativo odierno. Un possibile allentamento dei provvedimenti verrà discusso nella seduta del prossimo 2 febbraio e verrà presumibilmente posto in consultazione presso gli ambienti interessati.

Durata di tutti i pass a 9 mesi
Il Governo ha inoltre deciso che, a partire dal 31 gennaio, il periodo di validità di tutti i pass covid verrà ridotto da 365 e 270 giorni. In questo modo si garantisce che il certificato di vaccinazione e quello di coloro che sono guariti dal coronavirus sia riconosciuto anche dall’UE. Nella consultazione, l’esecutivo aveva chiesto il parere dei cantoni e degli ambienti interessati su altre questioni come l’adeguamento della strategia di test a causa del sovraccarico dei laboratori in seguito allo sviluppo repentino della variante Omicron. Oggi il Consiglio federale ha deciso che, a partire da sabato 22 gennaio, le persone vaccinate e guarite non devono più mostrare un test PCR o antigenico rapido negativo prima di entrare in Svizzera. Per i non vaccinati e i non guariti viene mantenuta la presentazione di un test negativo prima dell’ingresso nella Confederazione. D’altra parte, a causa della limitata capacità di test a livello nazionale, in futuro l’obbligo di un secondo test da quattro a sette giorni dopo l’entrata in Svizzera verrà revocato.

Alcuni adeguamenti
Dopo la consultazione, il Consiglio federale ha inoltre deciso alcuni adeguamenti, validi dal 25 gennaio. Tenuto conto della limitazione della quarantena dei contatti, viene revocato l’obbligo di registrare i dati di contatto. Finora questo obbligo vigeva per le discoteche e per determinate manifestazioni con al massimo 50 persone in luoghi chiusi senza limitazione d’accesso (p. es. manifestazioni religiose) e visti l’elevato numero di casi attualmente registrato e la limitazione della quarantena dei contatti, la disponibilità di sufficienti capacità di tracciamento dei contatti non costituisce più un presupposto affinché i Cantoni possano autorizzare lo svolgimento di grandi manifestazioni. Inoltre, ulteriori adeguamenti riguardano le deroghe cantonali all’obbligo di limitare l’accesso a grandi manifestazioni all’aperto, la regola 3G per gli esami federali di maturità, la proroga della scadenza per il rilascio di un certificato a persone che per motivi medici non possono né farsi vaccinare né sottoporsi al test e l’adeguamento dell’ordinanza Covid-19 perdita di guadagno.

Nuove priorità per i test PCR
Per sgravare ulteriormente i laboratori di analisi dei test PCR, dal 24 gennaio basterà provvisoriamente un test antigenico rapido positivo per ottenere un certificato svizzero di guarigione, valido soltanto in Svizzera per 270 giorni. Inoltre, viste la grande richiesta di test e la già forte sollecitazione delle capacità dei laboratori, l’Ufficio federale della sanità pubblica raccomanderà ai Cantoni di attenersi al seguente nuovo ordine di priorità per i test PCR:
1. persone a rischio con sintomi o persone a rischio dopo un contatto con una persona risultata positiva al test;
2. test ripetuti nelle strutture sanitarie (ospedali, cliniche, case per anziani, case di cura, istituti per persone con disabilità);
3. test ripetuti in infrastrutture critiche (definite dai Cantoni);
4. test di persone sintomatiche (possibile l’impiego di test antigenici rapidi);
5. test ripetuti nelle scuole;
6. test ripetuti nelle aziende;
7. test per viaggi di lavoro o privati (se richiesto un PCR);
8. test su richiesta (per ottenere il certificato di test).

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