
I cittadini di Nyon, nel canton Vaud, hanno rifiutato oggi di mettere a disposizione un terreno destinato alla costruzione di un centro per i migranti. Come sottolinea il Comune in una nota, si è trattato del primo "referendum spontaneo" organizzato sulla questione in Romandia. In gennaio, il Consiglio comunale aveva deciso di mettere a disposizione dell'Etablissement vaudois d'accueil des migrants (EVAM) un terreno situato nel centro cittadino, sul quale era prevista l'edificazione di un centro per rifugiati. L'obiettivo era di permettere alla cittadina sul lago Lemano di colmare il ritardo accumulato in materia rispetto ad altre località vodesi di medesime dimensioni, che ospitano circa 200 migranti contro gli 85 di Nyon. Il Consiglio comunale aveva parallelamente deciso di sottoporre la questione al verdetto popolare. La messa a disposizione del terreno è oggi stata respinta dal 55,3% dei votanti, con una partecipazione al voto poco superiore al 48%. Prendendo atto dell'esito della consultazione, il Municipio sottolinea che le due associazioni contrarie al progetto si sono mostrate in linea di principio favorevoli all'accoglienza dei migranti, ma si sono opposte alla costruzione di un centro per "motivi tecnici". Parte degli avversari avevano criticato la concentrazione dei profughi, in particolare le famiglie, in una sola grande struttura.
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