
Aliquote giornaliere non pagate, lavori di pubblica utilità non eseguiti, sovrappiù amministrativi: il bilancio del nuovo diritto penale in fatto di pene di lieve entità non è dei migliori, a quanto emerge da un giro d'orizzonte nei cantoni effettuato dall'ATS. Molti di essi rilevano difficoltà di applicazione. Pochi vogliono tuttavia un ritorno alle vecchie disposizioni. Il nuovo diritto in vigore dall'inizio del 2007 non prevede più, con poche eccezioni, pene detentive inferiori ai sei mesi. I piccoli delinquenti sono condannati a pene pecuniarie o a un lavoro di pubblica utilità (LPU). Queste disposizioni pongono problemi a molti cantoni. Argovia per esempio: negli ultimi tre anni, 66 delle 300 condanne a LPU (22%) non sono state portate a termine, indica Roland Hengartner, responsabile per l'esecuzione delle pene al Dipartimento dell'interno cantonale. A suo avviso, qualche mese dietro le sbarre sarebbe più efficace della pena pecuniaria. Cifre simili a San Gallo: una pena di lavoro su cinque risulta indebitamente abbreviata e una pena in denaro su dieci rimane ignorata, rileva Joe Keel, direttore dell'ufficio cantonale di esecuzione delle pene. Si affretta tuttavia a puntualizzare che chi non paga è sistematicamente perseguito e finisce per scontare le sue aliquote giornaliere dietro le sbarre. Il canton Berna ha condotto uno studio sulla questione. Stando ai risultati resi noti all'inizio di questo mese, circa il 30% delle persone condannate a un lavoro non lo esegue o lo interrompe e un terzo dei condannati a una pena pecuniaria non paga. I delinquenti utilizzano tutte le falle del sistema e le procedure per imporre le sanzioni vanno troppo per le lunghe, denuncia il capo del Dipartimento cantonale della giustizia, Christoph Neuhaus (UDC), e chiede una reintroduzione delle pene detentive di breve durata. Zurigo deplora dal canto suo un aumento del lavoro amministrativo a causa dell'indisciplina dei condannati recalcitranti. Per un terzo delle pene pecuniarie è infatti necessario concedere un pagamento a rate, oppure procedere a una escussione o a una commutazione, indica Urs Kleiner, capo contabile del Tribunale cantonale. Stessa musica nel canton Vaud. Nella prefettura di Losanna la riscossione delle aliquote "pone gravi difficoltà di applicazione" perché "quasi la metà dei contravventori non paga", si legge nel rapporto 2008 della commissione incaricata di controllare la gestione del Consiglio di Stato. Il giudice per l'esecuzione delle pene - prosegue il rapporto - ha dovuto convertire oltre il 20% delle condanne a un LPU emesse nel 2007 e nel 2008 in una pena pecuniaria o detentiva, un tasso giudicato "molto elevato", ben superiore al 7-12% registrato fra il 2004 e il 2006. In Vallese, invece, niente scappatoie. I condannati non sfuggono alla sanzione, sostiene l'ufficio per esecuzione di pene e misure fuori dal carcere: Un LPU non eseguito è trasformato in pena pecuniaria e se il dovuto non è pagato il reo finisce dietro le sbarre. Un LPU non viene peraltro assegnato senza l'accordo dell'interessato. Se questi si oppone, gli vengono inflitte aliquote giornaliere. Una reintroduzione delle pene detentive di breve durata non è dunque tema di discussione a Sion. Neppure dal Ticino giungono contestazioni. Il giudice dell'applicazione della pena (GIAP) Maurizio Albisetti esprime qualche dubbio sullo studio bernese. Pur non disponendo di cifre precise, ritiene che i risultati non corrispondano affatto alla realtà ticinese. Se una persona condannata a una pena pecuniaria non paga le sue aliquote giornaliere, queste sono automaticamente tradotte in semidetenzione. Quanto alle pene LPU, sono in generale scontate senza problemi a sud delle Alpi. Stesso suono di campana nel canton Grigioni: i delinquenti non sfuggono alla sanzione, spiega la ministra cantonale della giustizia Barbara Janom (PBD), che ritiene prematuro chiedere un ritorno al vecchio diritto. Anche lei deplora tuttavia un forte aumento del lavoro amministrativo per la conversione delle
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