
Il nuovo diritto penale minorile, in vigore dall'inizio del 2007, funziona bene. Lo afferma l'associazione che raggruppa giudici e procuratori che si occupano di minorenni. "Certo sono necessari alcuni ritocchi", ma non è il caso di precipitare le cose, ha detto oggi a Lucerna Dieter Hebeisen, presidente della Società svizzera di diritto penale minorile (SSDPM). "I vicini europei ci invidiano la nostra legislazione minorile, che punta sull'educazione". Punire più severamente i ragazzi, come chiedono alcuni politici, sarebbe ingiusto, secondo Hubeisen. I magistrati ritengono però che il nuovo diritto sia "troppo formalista" evorrebbero avere un maggiore margine di manovra. Concretamente Hubeisen chiede che la giustizia possa imporre a un giovane una misura educativa fino all'età di 25 anni. Oggi il limite è fissato a 22 anni. Inoltre vorrebbe che la detenzione preventiva possa essere prolungata più facilmente in caso di reati gravi. La vicepresidente della SSDPM, Nicole Schmutz Larequi, chiede dal canto suo che i cantoni provvedano a costruire nuove strutture per accogliere i ragazzi condannati. In Svizzera romanda infatti mancano posti adeguati. I membri della SSDPM sono riuniti da oggi a Lucerna per il loro incontro annuale di tre giorni. Venerdì si svolgerà l'assemblea generale. ATS
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