
Con che arma sono stati brutalmente malmenati i coniugi Ferrari, prima di essere uccisi con un colpo di pistola al petto? Questa è la domanda, ancora senza esito, a cui gli inquirenti stanno cercando, in queste ore, di dare una risposta. I risultati dell’esame autoptico, eseguiti nel corso della giornata di ieri, presso l’Istituto di medicina legale dell’Ospedale cantonale di Coira, hanno evidenziato sulle due vittime profonde ferite alla testa, segni tangibili dell’utilizzo di un corpo contundente. Ed è proprio la ricerca di questo oggetto, presumibilmente una spranga di ferro, e della pistola utilizzata per assassinare i due coniugi, che ha tenuto impegnate le forze dell’ordine, nel corso dell’intera giornata, nei boschi e nei prati adiacenti l’abitazione dei Ferrari. Ricordiamo che i corpi senza vita erano stati rinvenuti lunedì mattina dai due figli, precedentemente allertati da alcuni dipendenti. Marito e moglie erano riversi a terra coperti di sangue, ognuno nel suo ufficio presso la loro ditta di costruzioni, con la testa sfracellata. Sulla scena del duplice omicidio gli investigatori non hanno rilevato alcun segno di effrazione e nessun oggetto di valore manca. L’ennesima conferma sul fatto che molto probabilmente le vittime conoscessero i propri carnefici. Le indagini sono state estese anche alla vicina Sondrio, dove la coppia era molto conosciuta e aveva avuto rapporti di lavoro. E proprio La Provincia, quotidiano della cittadina lombarda, quest’oggi afferma che gli inquirenti stanno vagliando diverse piste tra cui, la più accreditata, risulterebbe quella di un incontro d’affari, forse con uno o più clienti dell’Est europeo, ai quali il Ferrari aveva recentemente venduto un veicolo industriale. Un affare concluso con un duplice omicidio. Al vaglio degli investigatori – secondo Il Giorno - anche i tabulati telefonici per risalire agli ultimi contatti fra le vittime e gli eventuali assassini giunti da fuori. Sotto osservazione, allo scopo, anche le registrazioni delle telecamere alla dogana di Piattamala di Tirano che potrebbero avere filmato l’auto dei responsabili della mattanza. Prosegue anche la raccolta delle testimonianze tra i conoscenti delle vittime. Tra i primi ad essere sentiti, il fratello con il quale non sembra ci fossero ottimi rapporti, ma la pista più accreditata - come detto - pare quella del regolamento di conti o di un affare finito male. Stando a quanto scrive La Provincia - pare che siano state rinvenute armi in casa dei Ferrari e che lo stesso avesse già avuto, in passato, guai con la giustizia. Col passare delle ore un solo elemento appare sempre più chiaro: i due coniugi conoscevano i loro assassini, hanno aperto loro la porta di casa, dando il via alla mattanza.
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