
Aumenta la pressione in vista dell'abolizione del diritto di bollo d'emissione sul capitale proprio delle grandi imprese. Dopo il Consiglio nazionale il 12 marzo scorso, anche la commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati raccomanda al plenum di adottare una mozione in questo senso. All'orizzonte si profila anche una riforma del sistema delle deduzioni. Con 8 voti a 3, la commissione degli Stati ritiene che la Confederazione, nell'interesse della competitività svizzera, possa permettersi di perdere poco più di 200 milioni di franchi all'anno d'entrate fiscali. La rinuncia all'imposta prelevata sull'emissione e l'aumento del valore nominale del diritto di partecipazione nelle società di capitali andrà prima di tutto a vantaggio delle grandi imprese internazionali, delle banche, delle assicurazioni e delle holding. In Consiglio nazionale, pur riconoscendo che il timbro d'emissione non è ottimale in un sistema fiscale moderno dato che penalizza gli investimenti, il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz si era inutilmente opposto alla sua soppressione. Questa tassa ammonta appena all'1% ed è prelevata soltanto a partire da un milione di franchi. Tuttavia - aveva sostenuto Merz - essa fa affluire nelle casse dello Stato da 220 a 230 milioni di franchi all'anno (234 milioni nel 2006), senza dare troppo lavoro all'amministrazione. Sostenendo la mozione dell'ex consigliere nazionale Gerold Bührer (PLR/SH), attuale presidente di economiesuisse, la maggioranza della commissione degli Stati spera anche che la Svizzera possa sintonizzarsi con l'Unione europea (UE). Quest'ultima dovrebbe generalizzare questo sgravio fiscale entro il 2012, hanno indicato oggi i Servizi del parlamento. Per la minoranza, invece, questo gesto è inopportuno, vista la situazione congiunturale. Questa decisione non ha impedito alla commissione di ricordare che la prossima priorità in materia di fiscalità concernerà le famiglie. La commissione ha sottolineato che occorre dapprima occuparsi di questa categoria di contribuenti, prima di spingersi ancora più lontano nel settore delle grandi imprese. Nell'attesa di alleviare concretamente le famiglie, l'amministrazione è stata incaricata di elaborare un rapporto sulle possibilità di riformare il dispositivo delle deduzioni. Dovrebbero in particolare essere studiati il mantenimento del sistema sotto forma di deduzioni forfettarie o la soppressione di talune deduzioni abbinate a un'estensione degli elementi tassati dal fisco, nonché una riduzione delle aliquote. Una volta che tale documento di lavoro sarà disponibile, la commissione esaminerà le iniziative cantonali di Argovia e Soletta. Questi cantoni sono favorevoli all'introduzione di un tasso d'imposta unico, che secondo loro permetterebbe alla Svizzera di beneficiare di un regime fiscale più trasparente e competitivo. ATS
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