Lo studio
«Nuove centrali nucleari potrebbero colmare il deficit invernale di energia»
Ats
27.10.2026 16:37

Foto: © KEYSTONE/Gaetan Bally
Lo studio TA-Swiss valuta il contributo del nucleare di nuova generazione al sistema energetico svizzero, con i primi lavori ipotizzati intorno al 2040.
La notizia. Nuove centrali nucleari potrebbero colmare le carenze di energia elettrica in inverno, indica lo studio della Fondazione TA-Swiss, presentato ai media. Le centrali esistenti stanno giungendo al termine del loro ciclo di vita, ha ricordato Peter Burgherr dell’Istituto Paul Scherrer, responsabile della ricerca, che valuta le implicazioni fino al 2070.
Il numero chiave. Circa vent’anni separano l’analisi di fattibilità dalla messa in funzione di una nuova centrale. Se i lavori partissero nel 2040, l’impianto entrerebbe in rete solo alla fine degli anni ’40 o all’inizio dei ’50, spiegano i ricercatori, a causa delle lunghe procedure di autorizzazione e della possibilità di referendum locali.
Il costo. Le nuove centrali potrebbero ridurre leggermente i prezzi all’ingrosso dell’energia, secondo le simulazioni dello studio, ma i costi di costruzione restano estremamente elevati e gravati da notevoli incertezze. I progetti di riferimento internazionali registrano regolarmente forti superamenti di costi e scadenze, e un finanziamento puramente privato, senza condivisione del rischio con lo Stato, è difficilmente realizzabile.

