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Svizzera
Nuove centrali nucleari, il dibattito riprenderà lunedì
Ats
5 ore fa
Settimana prossima alla Camera del popolo sono previste le ultime prese di posizione di singoli oratori, l'intervento del consigliere federale incaricato Albert Rösti e le votazioni finali

Non si è ancora concluso il lungo dibattito in Consiglio nazionale sull'iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» e il relativo controprogetto che prevede l'abolizione del divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera. Le discussioni riprenderanno lunedì prossimo, quando alla Camera del popolo sono previste le ultime prese di posizione di singoli oratori, l'intervento del consigliere federale incaricato Albert Rösti e le votazioni finali.

UDC e PLR a favore, PS, Verdi e PVL contrari

Durante le prime due giornate di dibattito UDC e PLR si sono schierati a favore del controprogetto proposto dall'Esecutivo, mentre PS, Verdi e PVL hanno ribadito la loro ferma opposizione alla possibilità di edificare nuovi impianti. Gli esponenti del Centro appaiono invece divisi sulla questione, e gli equilibri interni potrebbero rivelarsi decisivi per l'esito, atteso il 15 giugno. «La maggioranza del nostro gruppo voterà probabilmente a favore dell'entrata in materia, ma una consistente minoranza si opporrà», ha dichiarato la consigliera nazionale Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR). Di diverso avviso il collega di partito Nicolò Paganini (Centro/SG), secondo cui «ciò che conta è che dalle prese esca elettricità».

Testo approvato in sede preparatoria

In sede preparatoria, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha approvato il testo con un solo voto di scarto (13 contro 12). Durante la sessione primaverile, i «senatori» hanno respinto l'iniziativa popolare (33 voti contro 8) e accolto a larga maggioranza (26 voti a 12 e 3 astenuti) il controprogetto proposto dal Consiglio federale, il quale intende spianare la strada a nuove centrali nucleari in modo da garantire nel Paese la sicurezza dell'approvvigionamento energetico a lungo termine. Per dire la loro si sono annunciati una novantina di oratori.

Necessario mantenere aperte tutte le opzioni

Nel corso del dibattito, i sostenitori del controprogetto hanno insistito sulla necessità di mantenere aperte tutte le opzioni per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, sempre più sotto pressione dagli eventi geopolitici. «Oggi non decidiamo di costruire una centrale, decidiamo se la Svizzera deve continuare a precludersi una possibilità», ha affermato Alex Farinelli (PLR/TI). Piero Marchesi (UDC/TI) ha dal canto suo ricordato al plenum che la graduale uscita dal nucleare approvata dal popolo nel 2017 è stata una scelta presa sotto la pressione generata dalla catastrofe di Fukushima, sostenendo che il Paese abbia perso un decennio rinunciando a sviluppare le proprie competenze nel settore nucleare.

Puntare sulle fonti rinnovabili

Gli oppositori hanno dal canto loro ribadito che il futuro energetico della Svizzera debba puntare sulle fonti rinnovabili. «L'iniziativa 'Stop al blackout' è un progetto del passato», ha dichiarato Greta Gysin (Verdi/TI), secondo cui nuove centrali nucleari non rappresentano una risposta adeguata alle sfide future. Analoghe riserve sono state espresse da una minoranza della commissione, che teme costi elevati nonché un aumento delle scorie radioattive per le quali la Svizzera ancora non dispone di soluzioni concrete e definitive.

L'uscita graduale dal nucleare era stata approvata dal popolo nel 2017 con il 58,2% dei voti. Consiglio federale e Consiglio degli Stati intendono ora rendere nuovamente possibile il rilascio di autorizzazioni di massima per nuovi impianti. I Verdi hanno già annunciato il lancio di un referendum qualora il Parlamento dovesse abolire il divieto di costruzione.