
Nuove accuse nei confronti di Johann Schneider-Ammann. Stando ai settimanali "SonntagsZeitung" e "Schweiz am Sonntag", quando era consigliere nazionale avrebbe omesso di dichiarare al registro parlamentare i suoi mandati e interessi in società offshore. Secondo il suo portavoce, il ministro dell'economia starebbe esaminando le ragioni di tali lacune. In base alle informazioni a disposizione della stampa, Schneider-Ammann non avrebbe segnalato il suo mandato nel consiglio d'amministrazione della società lussemburghese Manilux fra il 2003 e il 2007 o 2009. Sul registro parlamentare non figurerebbe nemmeno la società che per anni ha detenuto sull'isola di Jersey. Interrogato dai media in proposito, il portavoce del ministro, Ruedi Christen, ha affermato che Schneider-Ammann sta esaminando in prima persona "perché questi mandati non sono stati segnalati o non in maniera continua" nei registri. In particolare dovrà essere chiarito se le filiali debbano anch'esse figurare su tali documenti. In un'intervista al "SonntagsBlick" lo stesso ministro dell'economia risponde alle critiche al suo operato prima dell'elezione in Consiglio federale. Il gruppo Ammann ha guadagnato soldi, ha pagato le tasse e ha messo da parte "una riserva di soldi in un luogo fiscalmente interessante". In tal modo ha finanziato lo sviluppo dell'azienda e ha garantito il posto di lavoro a 1300 persone a Langenthal (BE), ha aggiunto il consigliere federale. La famiglia Ammann non ha mai preso un franco da questa riserva per utilizzarlo a fini personali, ha aggiunto Schneider-Ammann, ribadendo di aver agito per ottimizzare la fiscalità dell'azienda. Operare in questo modo non solo è legale, ma secondo il ministro non è nemmeno "immorale". A suo avviso, le rivelazioni sul suo operato sono "attacchi con fini politici".
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