
Il progetto riveduto del Consiglio federale sull’approvvigionamento di gas entra in consultazione ma trova un fronte politico largamente contrario. Come si legge in una nota di Keystone-ats, tra i grandi partiti, solo il Centro sostiene la proposta, mentre Verdi, PS, PLR e UDC ne chiedono il ritiro o una profonda revisione. Per il governo, l'assenza di una base legale chiara rende oggi difficile prevenire eventuali carenze di approvvigionamento.
Apertura del mercato e nuove regole
Il testo posto in consultazione prevede l’apertura del mercato del gas a tutti i consumatori finali, subordinata all’installazione di contatori intelligenti. È inoltre prevista la creazione di una Commissione federale dell’energia (Encom) e di un responsabile indipendente del mercato, sul modello di Swissgrid per l’elettricità. La legge disciplina anche la sicurezza dell’approvvigionamento, introducendo obblighi di stoccaggio all’estero e un maggiore allineamento alle norme dell’Unione europea.
Critiche e sostegno isolato
Verdi e PS giudicano il progetto privo di una visione orientata al futuro e incompatibile con gli obiettivi climatici, chiedendo una strategia chiara di uscita dal gas fossile e il passaggio ai gas rinnovabili. Entrambi si oppongono inoltre a una liberalizzazione completa del mercato. Anche il PLR respinge la legge, ritenendo eccessiva la regolamentazione di un mercato in declino e temendo un trasferimento dei costi infrastrutturali sui consumatori. L’UDC boccia il progetto per l’aumento degli oneri e per il rischio di un avvicinamento indesiderato alle norme europee. Il Centro, al contrario, considera lo status quo inaccettabile - vista la dipendenza totale dalle importazioni e le lezioni della crisi energetica e la guerra in Ucraina - e sostiene la riforma, chiedendo però elevate garanzie di sicurezza, in particolare contro i rischi informatici.

