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Svizzera
Nuova concessione SSR: consultazione suscita opposizione borghese
Redazione
8 anni fa

Il progetto di nuova concessione per la Società svizzera di radiotelevisione (SSR), in consultazione fino a domani, non piace ai partiti borghesi. Essi lo trovano poco opportuno dato che non è ancora pronta la futura legge sui media elettronici. PPD, PS e Verdi liberali sono invece soddisfatti della linea proposta dell'esecutivo. L'attuale concessione scade a fine anno e la nuova versione dovrebbe essere in vigore per tre anni, dal primo gennaio 2019 a fine 2022. Essa imporrà alla SSR requisiti più precisi a livello di servizio pubblico. Anche in futuro, coma già oggi, l'azienda dovrà utilizzare almeno il 50% dei proventi del canone per l'informazione. Dovrà però distinguersi maggiormente dalle emittenti commerciali ma al contempo collaborare di più. Ad esempio i media privati potranno utilizzare più facilmente i reportage della SSR, che sarà obbligata a mettere a disposizione "a condizioni ragionevoli" versioni brevi per la pubblicazione in rete. Per quanto riguarda le produzioni sportive e di intrattenimento l'azienda radiotelevisiva collaborerà con altre emittenti nell'acquisto dei diritti per evitare che i fornitori privati svizzeri vengano svantaggiati a causa delle dimensioni ridotte del mercato. Secondo UDC, PLR e PBD il modo e il momento di procedere dell'esecutivo è sbagliato. La nuova concessione comporta anticipatamente dei cambiamenti che dovrebbero prima essere discussi in parlamento. Bisognerebbe attendere la legge sui media elettronici che la ministra delle comunicazioni Doris Leuthard vuole mettere in consultazione entro metà anno e che dovrebbe servire da base per la futura concessione. I tre partiti borghesi chiedono quindi un prolungamento temporaneo di quella attuale, senza alcun cambiamento. Per l'UDC bisogna inoltre aspettare di vedere la portata dei piani di risparmi della SSR, il suo ruolo in internet e i futuri mandati. PS, PPD e Verdi liberali sono invece fondamentalmente d'accordo con la linea dell'esecutivo, che chiede alla SSR di fornire prodotti di alta qualità e di distinguersi di più dai privati. I tre partiti apprezzano inoltre che si tiene in considerazione lo "strapotere" della SSR e che l'azienda sia obbligata a diventare più efficiente, con maggiore attenzione ai costi e all'uso delle sue risorse. La nuova concessione è ritenuta un buon passo in prospettiva dei dibattiti sulla legge di media elettronici. È inoltre apprezzato che l'azienda debba mantenere un dialogo aperto sulla strategia dei programmi e del servizio pubblico. Per la Svizzera italiana il principale cambiamento sarà la sostituzione dell'emittente RSI LA 2 con un'offerta online, come annunciato un anno fa dalla stessa SSR. La nuova concessione precisa infatti che l'azienda "può rinunciare a diffondere uno dei due programmi per la regione linguistica italiana" purché l'offerta multimediale sia garantita tramite l'HbbTV. La soppressione di RSI LA 2 dovrebbe liberare fondi per produzioni proprie supplementari.

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