
Un nuova colata di fango ha colpito, attorno alle ore 16.30, il paese di Bondo, già confrontato con i detriti portati a valle dal Pizzo Cengalo lo scorso mercoledì.
Proprio oggi la polizia cantonale grigionese aveva dato il via libera per rientrare nelle case agli abitanti che si trovavano nella zona verde del piano di evacuazione. Ma le persone hanno dovuto abbandonare di nuovo le loro case.
Il materiale è sceso in una zona già preclusa alla popolazione. Tre delle case, già danneggiate dopo il primo scoscendimento, sono state ricoperte dai detriti. La frana ha anche travolto lo stabile di un'azienda, ha indicato la polizia. Per il momento non si registrano feriti.
Tutto il personale operativo è ancora in funzione e la situazione viene continuamente valutata da specialisti dell'Ufficio foreste e pericoli naturali (BVFD) e da un geologo.
Dopo la grossa frana di 4 milioni di metri cubi scesa mercoledì mattina, un altro milione di metri cubi di materiale è in movimento.
Nessuna traccia dei dispersi
Nel frattempo non si ha ancora nessuna traccia degli otto escursionisti dati per dispersi da mercoledì. Si tratta di due svizzeri provenienti dal Canton Soletta, quattro dalla regione del Baden Württemberg in Germania e due dalla Stiria, in Austria. Si trovavano nella zona in gruppi di due persone fra loro indipendenti.
Le ricerche sono in corso con l'impiego di 120 persone tra pompieri, geologi, polizia, militari, protezione civile e forze comunali. In aiuto sono giunti il Club Alpino Svizzero sezione Bregaglia e le squadre con i cani da ricerca. A livello cantonale, oltre al BVFD, sono intervenuti l'Ufficio del militare e della protezione civile e l'Ufficio tecnico del Canton Grigioni. Anche le autorità italiane hanno offerto la loro disponibilità ad aiutare nelle zone interessate dallo smottamento.
Per evitare l'interferenza di terzi durante le operazioni di ricerca, l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) ha chiuso lo spazio aereo sopra la zona di Bondo per un raggio di cinque chilometri fino a lunedì a mezzanotte.
Il traffico attraverso la valle rimane limitato fino ad ulteriore avviso, indica la polizia. La strada rimane chiusa dalle 21.00 alle 06.30 e il divieto d'accesso vale anche per i pedoni.
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