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Svizzera
NUMES apre un nuovo capitolo della politica europea
Redazione
12 anni fa

I delegati del Nuovo movimento europeo svizzero (NUMES) riuniti oggi a Berna hanno eletto una copresidenza incaricata di prendere la guida della lotta contro l'isolamento della Svizzera innescata dopo la votazione del 9 febbraio scorso. I partecipanti hanno adottato una risoluzione che esige in particolare un nuovo voto. L'approvazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa rimette in causa in modo irrevocabile gli accordi bilaterali con l'UE: la Svizzera viene così a trovarsi davanti ad un dilemma, si legge in una nota dell'organizzazione. Il punto di avvio della rafforzata collaborazione delle forze pro-europee è avvenuto durante gli Stati generali europei che si sono tenuti al termine della parte statutaria e che ha riunito circa 220 persone del mondo politico, diplomatico, dell'amministrazione, del Parlamento e delle università. Dopo aver ascoltato l'ex consigliere federale Moritz Leuenberger, i partecipanti hanno adottato una risoluzione in cui si rileva che "la passività generale nel settore delle questioni europee appartiene al passato". Essa chiede in particolare ai parlamentari a Berna di "preparare un nuovo voto popolare che permetta alla Svizzera di uscire dall'impasse attuale e le cui probabilità di successo non siano indebolite da complessità, in particolare istituzionali". Per succedere a Christa Markwalder (PLR/BE) che lascia la carica dopo 8 anni, sono stati eletti due copresidenti: si tratta del consigliere nazionale Martin Naef (PS/ZH) e del vodese François Cherix, attuale vice-presidente e membro fondatore del NUMES. Saranno appoggiati da quattro vicepresidenti: la consigliera nazionale Aline Trede (Verde/BE), Sebastian von Graffenried, presidente di YES, l'organizzazione dei giovani del NUMES, il ticinese Jacques Ducry, attuale vice-presidente del movimento e Sabrina Hofer.

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