
L'autorizzazione di esercizio per la centrale nucleare di Mühleberg (BE) scade alla fine di giugno del 2013. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF), dando ragione agli oppositori dell'impianto e annullando una precedente decisione del Dipartimento federale dell'ambiente e dell'energia (DATEC). Quest'ultimo aveva attribuito al gestore BKW una concessione illimitata. Per ottenere una proroga la BKW dovrà procedere a interventi sostanziali. Il TAF motiva con ragioni di sicurezza la sua sentenza, che può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale. Le condizioni del mantello del reattore, la valutazione sulla sicurezza in caso di terremoto e l'assenza di metodi di raffreddamento indipendenti dal fiume Aare impongono una limitazione dell'autorizzazione, affermano i giudici. Il mantello, che come è noto presenta fessure, va assolutamente consolidato, continua la corte. A suo avviso le perizie compiute finora non lasciano infatti alcun dubbio in proposito. Per continuare a sfruttare l'impianto, il gestore, la BKW FMB Energie, dovrà effettuare importanti investimenti e inoltrare al DATEC una richiesta che presenti nel dettaglio gli interventi previsti. Un terremoto potrebbe infatti avere conseguenze non soltanto sulla centrale, ma anche sulla diga del Wohlensee, situata nelle immediate vicinanze, con gravi rischi di inondazione dell'impianto. La BKW dovrà inoltre precisare quanto tempo intende mantenere in attività la centrale, inaugurata nel 1972, sottolinea il TAF. Si dovrà tener conto sia delle necessità della BKW in materia di garanzie di investimenti, sia dell'interesse generale per quanto riguarda la sicurezza del diritto. In origine, l'autorizzazione di esercizio scadeva il 31 dicembre del 2002. Nel 2009 il DATEC aveva però abrogato questa limitazione ritenendo di poter garantire la sicurezza dell'impianto grazie alle verifiche dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Un centinaio di abitanti della regione, sostenuti da un gruppo ecologista locale, avevano presentato ricorso contro questa decisione sostenendo che le misure di sicurezza prevista dalla centrale erano state considerate in maniera insufficiente dalla Confederazione. Il TAF condivide questo punto di vista e ritiene che il diritto all'energia nucleare esiga una limitazione della durata quando non vengono chiariti aspetti legati alla sicurezza dell'impianto o devono essere riparati difetti dello stesso. Secondo il tribunale sarebbe tuttavia "sproporzionato" negare l'autorizzazione. ATS
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