
Nove richiedenti l'asilo espulsi devono tornare in Svizzera in quanto il termine di ricorso previsto dall'accordo di Dublino non è stato rispettato. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF). Tre dei richiedenti sono già sulla via del ritorno, ha comunicato oggi il TAF. La ragione principale della decisione del TAF risiede nel fatto che i richiedenti espulsi non hanno potuto beneficiare del termine di ricorso di cinque giorni al quale hanno diritto, ha spiegato ieri Christoph Bandli, presidente del TAF nel corso della trasmissione "10vor10" della televisione svizzerotedesca. Da parte sua Jonas Montani, dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha spiegato che una delle ragioni del rinvio rapido dei richiedenti respinti è permettere di evitare che queste persone entrino nella clandestinità. Interrogata su questi nove casi, la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf ha risposto che si tratta di situazioni particolari. Il sistema funziona bene in termini generali, ha detto la consigliera federale a "10vor10". ATS
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