
L'idea di aumentare il numero di Consiglieri federali da sette a nove, come chiesto dal Ticino mediante un'iniziativa cantonale - ha subito oggi una battuta d'arresto al Consiglio degli Stati. Contrariamente alle raccomandazioni della sua commissione preparatoria, per 25 voti a 13 i "senatori" hanno infatti archiviato questa parte della riforma dello Stato. Il Nazionale aveva fatto altrettanto il 10 settembre scorso. Il "senatore" ticinese Fabio Abate (PLR) ha difeso la proposta della commissione, affermando nel suo intervento che l'incremento dei Consiglieri federali permetterebbe di ripartire tra più persone la crescente mole di lavoro. "Con questa soluzione sarebbe inoltre possibile garantire la rappresentanza in seno all'esecutivo delle differenti regioni linguistiche", ha rincarato Rapfael Comte (PLR/NE), citando l'assenza di rappresentanti dell'area italofona nella stanza dei bottoni. "Non si tratta soltanto di avere un ministro italofono in Governo, ma anche di valorizzare una cultura e di rafforzare i legami con una regione che si sente poco considerata a livello federale", ha spiegato il "senatore" di Neuchâtel. Non è un caso - ha aggiunto - che sia stato il Canton Ticino a farsi promotore di un allargamento del Governo mediante un'iniziativa. ATS
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