
Niente voto ai 16enniA Basilea Campagna niente voto ai 16enni e neppure agli stranieri residenti: i votanti del cantone renano hanno chiaramente respinto due iniziative in tale senso, presentate dai movimenti giovanili di PS e Verdi.
L'iniziativa per un diritto di voto cantonale e comunale a partire da 16 anni è stata bocciata dall'84,5% dei votanti, quella per lo stesso diritto da concedere agli stranieri residenti con l'81,1%. La partecipazione è stata del 51,05%. Attualmente i giovani tra i 16 e i 18 anni possono votare solo nel canton Glarona, mentre gli stranieri possono votare ed eleggere a livello cantonale nei cantoni di Giura e Neuchâtel e a livello comunale in diversi cantoni. Con una maggioranza del 55,2% è stata invece accolta un'altra iniziativa, detta "di equità" (Fairness-Initiative), inoltrata da 78 degli 86 comuni del cantone renano. Essa chiede la restituzione ai comuni di una somma complessiva pari a 30 milioni di franchi di prestazioni complementari che il Cantone ha risparmiato in seguito all'introduzione, nel 2011, del nuovo sistema di finanziamento delle cure ospedaliere. Con l'86,3% dei voti è stata infine approvata una modifica della Costituzione che impedisce a ogni membro dell'esecutivo cantonale di far parte delle Camere federali. Finora soltanto un rappresentate del governo cantonale ha la possibilità di venire eletto anche a Berna.
'Sì' risicato a nuovo tram per OstermundigenCe l'ha fatta per il rotto della cuffia il tram che collegherà Berna a Ostermundigen, comune di oltre 17'000 abitanti immediatamente ad est della capitale.
Il 51,6% dei votanti ha infatti accolto in voto referendario il credito cantonale di 102 milioni di franchi destinato a questo progetto. La partecipazione è stata del 49%.
Lo scorso 26 novembre i votanti della città di Berna avevano già approvato con il 62% dei sì un credito di 25 milioni per la realizzazione del progetto.
I lavori cominceranno al più presto nel 2022 e dureranno circa cinque anni. La linea di tram è destinata a sostituire quella dei bus, sempre affollatissimi.
Sì alla trasparenza del finanziamento dei partitiSorpresa nel canton Svitto: con una risicata maggioranza del 50,28% il popolo ha approvato un'iniziativa "per la trasparenza" presentata dalla Gioventù socialista, che obbliga i partiti a pubblicare i finanziamenti ricevuti in vista di elezioni o votazioni.
Un'iniziativa cantonale simile è pure stata accettata a Friburgo dal 68,5% dei votanti, con una partecipazione alle urne del 49,1%: partiti e organizzazioni politiche dovranno rivelare in futuro le rispettive fonti di finanziamento.
L'iniziativa cantonale friburghese prevede di costringere le formazioni politiche a rivelare il nome delle imprese che stanziano fondi a scopo politico, indipendentemente dalla somma in causa. Le identità delle persone private, dal canto loro, saranno pubblicate a partire da contributi superiori a 5000 franchi all'anno. Parallelamente, i membri delle autorità cantonali dovranno rendere pubblici gli introiti ottenuti con il loro mandato. Sostenuto dalla sinistra, il progetto era stato combattuto da PPD, PLR e UDC, a nome della protezione della sfera privata.
A Svitto, la partecipazione al voto è stata del 53,6%. Governo e parlamento cantonali chiedevano il rigetto dell'iniziativa, approvata da 27'702 votanti contro 27'397. Il testo prevedeva in origine anche che i candidati di un partito o di un gruppo politico fossero esclusi dallo scrutinio in caso di violazione del dovere di trasparenza. Questa disposizione è stata però cancellata dal parlamento che l'ha considerata non valida, perché in contrasto con la libertà di voto ed elezione garantita dalla Costituzione federale.
Una normativa sulla trasparenza nel finanziamento dei partiti è già in vigore a Ginevra, Ticino e Neuchâtel.
A livello federale è stata depositata lo scorso ottobre l'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza)", che ha raccolto 109'826 firme convalidate dalla Cancelleria. Il Consiglio federale l'ha respinta e ha indicato che non le opporrà un controprogetto.
Con una maggioranza del 56,23% gli svittesi hanno anche accettato una revisione della legge sull'assicurazione malattia, con la quale il parlamento cantonale ha deciso di abbassare i contributi per la riduzione dei premi di 5,7 milioni di franchi all'anno.
Bocciata l'iniziativa per il rimborso delle cure dentarieNon è riuscita nel canton Vaud l'iniziativa a favore del rimborso delle cure dentarie: promossa nel 2014 dal Partito operaio e popolare (POP) e da Solidarités (estrema sinistra), la proposta è stata bocciata nella misura del 57,5%.
La partecipazione si è attestata al 55,6%. Il testo prevedeva di instaurare un'assicurazione obbligatoria che avrebbe consentito di rimborsare ai pazienti le cure dentarie di base. La nuova prestazione - il cui costo era stato stimato a circa 300 milioni di franchi all'anno - sarebbe stata finanziata con un prelievo paritario sui salari analogo a quello già in vigore per l'AVS.
Parallelamente, l'iniziativa voleva anche rafforzare la prevenzione, in particolare con la creazione di una rete di policlinici regionali. Sostenuta dalla maggioranza di sinistra del Consiglio di Stato, da Verdi, PS, PPD, sindacati e associazioni, la proposta era invece stata giudicata eccessivamente dispendiosa dai partiti borghesi.
Un terzo delle borse di studio saranno da rimborsareGli studenti argoviesi dovranno in futuro rimborsare un terzo delle borse di studio che ricevono dal Cantone. Il cosiddetto modello "splitting" è previsto da una revisione della legge in materia approvata oggi dal 61,1% dei votanti.
La partecipazione al voto ha raggiunto il 48,8%. Con la revisione, gli studenti riceveranno un terzo dell'aiuto finanziario cantonale sotto forma di credito senza interessi da rimborsare nel giro di 10 anni dal termine degli studi.
Il nuovo sistema concerne circa 1200 studenti, che ricevono fino a 16'000 franchi all'anno. Il Cantone spende ogni anno 9 milioni di franchi per le borse di studio e prevede quindi di risparmiare 3 milioni. Il modello "splitting" è già praticato da cantoni come Berna, Lucerna, Turgovia e Uri.
No ad alloggi accessibili a tuttiI cittadini del canton Lucerna hanno respinto con il 62% dei voti un'iniziativa del PS "per alloggi accessibili a tutti" che chiedeva che il Cantone cedesse a questo scopo immobili e terreni a prezzi modici a enti di utilità pubblica e comuni.
La partecipazione al voto è stata del 54%.
Il testo, avversato dal parlamento e dal governo cantonali, prevedeva di integrare questa proposta nella legge cantonale sull'edilizia e sullo sviluppo immobiliare. Esso proponeva inoltre di alimentare con 11 milioni di franchi annui un fondo a favore delle cooperative d'abitazione.
Nel 2014 nel canton Nidvaldo una proposta simile era stata accolta dal 71% dei votanti: allora il popolo aveva incaricato il governo di creare entro due anni una base legale per incentivare la costruzione di abitazioni a prezzo accessibile.
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