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Svizzera
Non servono misure più restrittive in dogana
Non servono misure più restrittive in dogana
Non servono misure più restrittive in dogana
Redazione
7 anni fa
Per il CF abbassare il limite di franchigia contribuirebbe in modo limitato a diminuire il turismo degli acquisti

Introdurre misure più restrittive alla dogana, come un abbassamento del limite di franchigia per l'importazione in esenzione dall'IVA, contribuirebbe solo in un modo estremamente limitato a diminuire il turismo degli acquisti. Lo indica un rapporto adottato oggi dal Consiglio federale nel quale si precisa che alcune delle misure proposte potrebbero addirittura essere controproducenti. In una nota, il governo ricorda che il turismo degli acquisti è dovuto principalmente ai prezzi elevati praticati in Svizzera - oltre alla diversità dei prodotti e altre comodità - che non sparirebbero introducendo misure al confine.

La varie soluzioni ipotizzate dal Parlamento attraverso un postulato presentano tutte vantaggi e svantaggi. Non esiste insomma una soluzione ideale. Per questo motivo, e considerando gli sforzi già intrapresi per combattere l'"isola dei prezzi elevati" Svizzera, le misure proposte non risultano "né necessarie né efficaci".

L'unica soluzione realizzabile, seppur non auspicata dall'esecutivo, è la riduzione della franchigia per l'IVA sulle merci importate (fissata attualmente a 300 franchi). Questa misura, per il governo, potrebbe tuttavia essere controproducente e favorire ancora di più il turismo degli acquisti. Il cittadino potrebbe infatti dirsi: "dal momento che devo in ogni caso sdoganare la merce acquistata, tanto vale che faccio tutti i miei acquisti all'estero e non solo una parte".

L'abbassamento della franchigia comporterebbe inoltre un notevole aumento del lavoro amministrativo per le dogane, che potrebbe essere svolto solo favorendo il ricorso allo sdoganamento elettronico via smartphone. L'onere supplementare riguarderebbe inoltre principalmente gli acquisti modesti.

Una diminuzione della franchigia o una sua soppressione potrebbe inoltre incitare i consumatori a non dichiarare gli acquisti al passaggio della frontiera. Per far applicare le nuove norme l'Amministrazione federale delle dogane dovrebbe quindi aumentare notevolmente i controlli e multe dovrebbero essere previste anche per infrazioni minime. Ciò non rispetterebbe però il principio dell'utilizzo razionale delle risorse.

La proposta di applicare sempre l'IVA elvetica quando quella estera viene rimborsata viene poi giudicata inapplicabile dal Consiglio federale. Nel sistema attuale è infatti impossibile sapere quando tale imposta viene effettivamente riversata al cliente: la dogana si limita infatti a certificare l'avvenuta esportazione del prodotto.

Per applicare questa proposta occorrerebbe quindi la collaborazione degli Stati confinanti. Per loro ciò rappresenterebbe tuttavia solo un onere supplementare, senza alcun vantaggio. È quindi fortemente probabile che non sarebbero minimamente interessati a concludere un accordo di questo tipo.

Insomma, per il governo il turismo degli acquisti può essere combattuto solo con misure per combattere il divario dei prezzi tra Svizzera e Paesi vicini, riducendo ad esempio la burocrazia o talune prescrizioni. Nel rapporto viene indicato che il Consiglio federale si è già adoperato per combattere l'"isola dei prezzi elevati" e che nuove misure sono in preparazione.

Nel documento viene anche detto che sul lungo termine, dal punto di vista economico, il turismo degli acquisti può anche avere delle conseguenze positive per la lotta all'"isola dei prezzi elevati" grazie in particolare alla concorrenza che viene esercitata sul commercio al dettaglio elvetico. Ciò potrebbe infatti portare a una diminuzione dei prezzi in Svizzera.

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