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Svizzera
"Non sapevo di essere sposato con un'altra"
"Non sapevo di essere sposato con un'altra"
"Non sapevo di essere sposato con un'altra"
Redazione
8 anni fa
Il TF ha confermato la revoca del permesso di dimora di un bigamo algerino. "Inverosimile che non ne fosse al corrente"

Il Tribunale federale (TF) ha confermato in ultima istanza la revoca del permesso di domicilio di un 54enne cittadino algerino sposato con ben due donne.

La vicenda, per certi veri incredibile, ha inizio nel 1992 quando l’uomo si era sposato con una compatriota, da cui aveva divorziato 4 anni più tardi. Nel 2004 aveva conosciuto una cittadina elvetica con cui aveva convissuto illegalmente a Losanna fino all’ ottobre del 2009, anno del loro matrimonio. L’uomo aveva così ottenuto un permesso di domicilio e, nell’ottobre del 2014, un permesso di dimora. Due mesi dopo, però, l’allora Ufficio federale della migrazione aveva ricevuto una segnalazione da parte di un avvocato di Algeri che avvertiva le autorità elvetiche di un secondo matrimonio contratto dall’uomo nel 2010. Come prova il legale aveva allegato una sentenza del Tribunale El Harrach del 27 marzo 2014 che confermava l’avvenuto matrimonio consuetudinario (fatiha) con una cittadina algerina. Un’inchiesta del Ministero pubblico e la deposizione di due testimoni aveva confermato la veridicità della segnalazione.

Sulla base di questi elementi, il 28 agosto 2017 il Servizio vodese della popolazione aveva deciso di revocargli il permesso di domicilio mentre la SEM aveva respinto la sua richiesta di naturalizzazione agevolata. La vicenda, come detto, era approdata fino al Tribunale amministrativo vodese e, in ultima istanza, al Tribunale federale, ma neppure i giudici di Mon Repos hanno avuto dubbi: il 54enne dovrà lasciare il Paese.

L’uomo, si legge nella sentenza del 17 dicembre pubblicata venerdì, ha nascosto alle autorità informazioni rilevanti al momento di richiedere la sua autorizzazione di soggiorno. L’uomo si era inutilmente difeso sostenendo di non sapere nulla di questo secondo matrimonio, da lui ritenuto “una macchinazione della sua ex moglie”. Al pari della Corte cantonale anche i giudici federali hanno ritenuto inverosimile questa tesi in quanto l’uomo “dispone di un indirizzo attivo in Algeria”. Ergo “avrebbe dovuto ricevere comunicazione di questo matrimonio”. Secondo il TF, infine, l’unico obiettivo del 54enne era quello di ottenere al più presto la cittadinanza elvetica: “Dopo essersi sposato ha subito chiesto un permesso di dimora e in seguito quello di domicilio, appena possibile, ha inoltrato una domanda di naturalizzazione agevolata”.

Il suo ricorso è quindi stato respinto e a suo carico sono pure state poste le spese giudiziarie di 2'000 franchi.

(Sentenza 2C_802/2018)

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