
La consigliera nazionale vodese Ada Marra non ha ancora sborsato un soldo dopo la ricompensa promessa settimana scorsa a chi le troverà una donna straniera di terza generazione che indossi il burqa. Un'iniziativa provocatoria per rispondere alla campagna UDC, che nei suoi manifesti contro la naturalizzazione agevolata degli stranieri, tema in votazione il prossimo 12 febbraio, utilizza l'immagine di una donna velata. Accostamento ritenuto fuori luogo dalla socialista, che ha promesso ben 2'000 franchi di ricompensa.
L'appello della consigliera nazionale non è rimasto tuttavia inascoltato. "Per ora cinque persone si sono fatte avanti, scrivendomi delle email e reclamando i soldi" afferma Marra in un'intervista al Blick. "Nessuno di loro però mi ha fornito prove tangibili e delle foto. Dopodiché non si sono fatti più vivi. Avevo dunque ragione", conclude Marra. "Non esistono stranieri di terza generazione che portano il burqa. Il manifesto dell'UDC non c'entra nulla con il tema in votazione. Offende intere generazioni di lavoratori, che vengono fatti passare per terroristi".
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