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Svizzera
"Non è un caso che vi sia ostilità verso i frontalieri"
"Non è un caso che vi sia ostilità verso i frontalieri"
"Non è un caso che vi sia ostilità verso i frontalieri"
Redazione
10 anni fa
La stoccata dell'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey: "Il Governo non ha fatto abbastanza, e io mi arrabbio"

A tre anni dall'accettazione popolare dell'iniziativa sull'immigrazione di massa nulla è stato fatto in Svizzera contro il dumping salariale e contro gli evidenti abusi sul mercato del lavoro: lo sostiene l'ex consigliera Micheline Calmy-Rey, secondo cui non è un caso che vi sia ostilità nei confronti dei frontalieri.

Invitata dalla radio romanda RTS per commentare la vittoria di Donald Trump negli Usa, l'ex ministra degli esteri ha tracciato parallelismi fra la situazione in Svizzera e oltre Atlantico.

"Quello che è inammissibile, che sia negli Stati Uniti, in Svizzera o in Europa, quello che la gente non accetta più - e giustamente - sono le ineguaglianze e il loro aumentare", argomenta Calmy-Rey. "Potete mostrare tutte le statistiche che volete che vi dicono che in media si è più ricchi e si sta meglio, ma la povertà ha cambiato strutturalmente, esiste nei paesi ricchi e le ineguaglianze aumentano".

"Se non si tiene conto di questo fenomeno - continua l'esponente socialista - saremo confrontati con avvenimenti oggi imprevedibili. È la ragione per la quale io mi arrabbio quando vedo che dal 9 febbraio 2014 non è stato fatto niente in Svizzera per cercare di meglio controllare il mercato del lavoro, per evitare il dumping salariale".

"Si può ravvisare una sorta di cecità. Si dice che tutto va bene, che i controlli sono sufficienti, mentre tutti sanno che non lo sono. Si chiude gli occhi dicendo 'ma no, non ci sono problemi, tutto in regola'. Perderemo le prossime votazioni popolari in Svizzera se si continuerà su questa strada".

Il Consiglio federale" - insiste Calmy Rey, al governo dal 2003 al 2011 - non ha fatto abbastanza per affrontare il tema. "Non si aumentano i controlli, si dice 'via, circolare, non c'è nulla da vedere'. Io mi arrabbio perché si sente il malcontento, camminate per strada, andate nei bar, ve ne accorgerete".

La 71enne donna politica ginevrina mette in guardia dall'ignorare queste spinte. "Tutta questa ostilità nei confronti dei frontalieri a Ginevra e nei cantoni di confine non è per caso, si cerca di trovare dei colpevoli. Non è una cosa che approvo, ma constato una situazione che ha il potenziale di degenerare".

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