
I sogni di gloria dei verdi si sono infranti contro i 145 voti ottenuti dal consigliere federale ticinese uscente Ignazio Cassis a fronte degli 82 raccolti dalla sfidante ecologista Regula Rytz. Nonostante l'ottimo risultato ottenuto alle federali di ottobre, dunque, per un ministro verde in Consiglio federale bisognerà aspettare almeno altri quattro anni.
I numeri parlano chiaro: per Rytz hanno votato soltanto i verdi, i socialisti (non tutti) e forse qualche Verde liberale. Ma se gli ecologisti un domani vorranno entrare in Consiglio federale dovranno per forza ottenere sostegno in campo borghese, in particolare dal PPD. CdT.ch e Ticinonews ne hanno parlato con il capogruppo ecologista Balthasar Glättli.
Cosa vi è mancato per raggiungere l'obiettivo di un consigliere federale Verde?"È mancato del coraggio, in particolare da parte del PPD in quanto con l'ingresso di un Verde in Consiglio federale il Centro si sarebbe trovato in una posizione decisiva (avrebbe visto aumentare il proprio potere decisionale, ndr). La destra, invece, non è stata pronta a mettere in discussione la propria effettiva forza in Parlamento".
La formula magica è ufficialmente in discussione. Quali saranno le vostre prossime mosse? Sosterrete, ad esempio, la soluzione proposta dal presidente del PPD Gerhard Pfister (secondo cui il numero di deputati di ogni partito in Parlamento sia il parametro di riferimento. Su un totale di 246 seggi dell'Assemblea federale, un partito dovrebbe cioè ottenere un consigliere federale ogni 35 eletti)?"La formula magica è stata fatta saltare il 20 ottobre 2019 dalle elettrici e dagli elettori. Si basa su un concetto secondo il quale in Svizzera ci sono quattro partiti più grossi e altri meno, che non sono quindi rappresentati in Governo. Oggi non è più così: ci sono tre partiti (PLR, PPD e Verdi) con la stessa forza. Il PPD avrebbe dovuto guardare avanti, anche nel suo interesse. In campagna elettorale abbiamo sempre messo in chiaro di non volere un seggio a scapito di quello popolare democratico in quanto sostituire un partito con un altro non è la soluzione che auspichiamo. Ho notato che ultimamente ci sono state diverse proposte di nuove formule magiche che comprendevano i Verdi in Governo ma nonostante ciò tutti coloro che le hanno avanzate non si sono dimostrati pronti a eleggere un consigliere federale ecologista. Per noi la soluzione ottimale non prevede la sostituzione del ministro PPD ma piuttosto l'aumento del Consiglio federale a nove membri".
Quali saranno i vostri piani futuri?"Ogni qualvolta ci sarà un seggio vacante ci chiederemo quale sarà la migliore strategia da attuare per occuparlo. Non ci butteremo ogni volta ma faremo delle valutazioni strategiche".
In molti hanno ritenuto che il vostro sia stato un attacco all'italianità e non al secondo seggio del PLR. È così?"La strategia dei Verdi è sempre stata chiara: avremmo proposto Regula Rytz al quinto turno e, in caso di una sua elezione, il PLR avrebbe potuto presentare Ignazio Cassis e Karin Keller-Sutter. Non è stato un attacco al Ticino, all'italianità, oppure a Cassis - anche se personalmente ritengo che non sia un buon consigliere federale - ma contro la sovrarappresentanza di cui gode il PLR in Parlamento".
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