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Svizzera
“Non controlleremo ogni famiglia”
Bellinzona, 19 marzo 2020 - Emergenza Coronavirus Covid-19, conferenza stampa Berset. Il Consigliere Federale Alain Berset a destra e il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta a sinistra durante la conferenza. © CdT/Gabriele Putzu
Bellinzona, 19 marzo 2020 - Emergenza Coronavirus Covid-19, conferenza stampa Berset. Il Consigliere Federale Alain Berset a destra e il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta a sinistra durante la conferenza. © CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Il consigliere federale Alain Berset si dice fiducioso sul rispetto delle regole e chiede ai cantoni di inasprirle dove è necessario

Tra quelle introdotte mercoledì dal Consiglio federale, una delle norme più discusse è quella degli incontri in famiglia. Se si organizza una cena o una festa non si possono superare le dieci persone. È una regola che ha senso? La polizia non può certo fare il porta a porta. Così la Neue Zurcher Zeitung lo ha chiesto direttamente ad Alain Berset, che con l’aiuto degli esperti, ha messo nero su bianco queste nuove misure. ““Le persone vogliono sapere come comportarsi per fare in modo da superare questa pandemia. Questo è quello che vedo nelle reazioni che ricevo. È chiaro che non tutti rispetteranno le normative, ma non controlleremo ogni famiglia. C’è anche gente che sfreccia a 180 all’ora in autostrada. C’è sempre qualcuno che non segue le regole. Ma durante la prima ondata la maggioranza ha seguito le raccomandazioni”, ha risposto.

Cos’è successo?

A spingere il Consiglio federale a inasprire le misure è stato l’estremo incremento di nuovi casi, la pressione sulle strutture sanitarie e i decessi che sono, purtroppo, tornati a salire. Ma cosa è successo? “La situazione è cambiata a inizio ottobre. Cosa sia successo è ancora un mistero. Gli epidemiologici hanno alcune spiegazioni, ma nessuna risposta definitiva”, ha spiegato Berset. “Ciò che conta non è come siamo finiti in questa situazione, ma come reagiremo”. La situazione, spiega il consigliere federale, non è però fuori controllo, anche per la reazione dei cantoni che hanno introdotto misure anche più rigide e hanno potenziato drasticamente le loro capacità di tracciamento dei contatti. Vaud, per esempio, riesce a monitorare fino a mille casi al giorno.

Misure locali

Quello che è chiaro a tutti, però, è che se queste misure, che Berset definisce “un passaggio intermedio”, non avranno successo il prossimo passo sarà un nuovo confinamento. Il Consiglio federale auspica quindi che la popolazione collabori. “Tutti sanno come proteggersi, il punto è se effettivamente tutti aderiremo a questi comportamenti. Non possiamo costringere, dobbiamo convincere. Funziona solo se tutti partecipano”. E anche ai cantoni chiede di agire, perché proprio per non indebolire le misure, queste vanno introdotte dove necessario: “Ci aspettiamo che i cantoni rafforzino le misure a seconda della loro situazione. È importante agire in modo differenziato a livello regionale”. Abbassano, per esempio, i limiti di presenza per le manifestazioni, o vietandole del tutto.

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