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Svizzera
Non ci sarà alcun controprogetto all'iniziativa «sulla neutralità»
© KEYSTONE/Anthony Anex
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Ats
9 ore fa
o ha deciso la Conferenza di conciliazione, dopo che Consiglio nazionale e degli Stati non erano riusciti a mettersi d'accordo

Ora è definitivo: non ci sarà alcun controprogetto all'iniziativa «sulla neutralità». Lo ha deciso la Conferenza di conciliazione, dopo che Consiglio nazionale e degli Stati non erano riusciti a mettersi d'accordo.

L'iniziativa, la cui denominazione ufficiale è «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)», è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC. Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Il testo vuole che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Obiettivi, questi, considerati troppo rigidi dai detrattori che non vogliono limitare il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera; insomma, il principio di neutralità deve rimanere pragmatico e flessibile. Per questo motivo i due rami del Parlamento hanno sempre raccomandato il «no» all'iniziativa. Una decisione confermata anche dalla Conferenza di conciliazione.

Strategie divergenti

Le strategie per affrontare l'iniziativa erano però divergenti: contrariamente al Nazionale, nel giugno 2025 i «senatori» avevano scelto di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorresse sancire la definizione di neutralità nella Costituzione per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale. Contrariamente all'iniziativa, il controprogetto non avrebbe infatti limitato le sanzioni o la collaborazione con eserciti stranieri. Gli Stati credevano che un controprogetto avrebbe potuto evitare che l'iniziativa venisse accolta.

Il Nazionale ha invece sempre respinto l'ipotesi di proporre un controprogetto, e ciò malgrado il fatto che gli Stati abbiano cercato di rendere più appetibile la loro proposta. Per la Camera del popolo, la controproposta non porterebbe alcun valore aggiunto, solleverebbe anzi più domande che risposte. Alla fine, come detto, è stata la Conferenza di conciliazione a decidere: con 14 voti contro 12 ha scelto la versione della Camera del popolo.

L'iniziativa popolare «sulla neutralità» sarà così messa al voto da sola. Il dossier passa ora al Nazionale. Se come da pronostico adotterà la proposta della Conferenza di conciliazione - come fatto dagli Stati con 29 voti contro 11 (4 astenuti) -, il testo sarà sottoposto alle urne con raccomandazione di respingerlo.