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Svizzera
Non c'è due senza... quattro
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Redazione
8 anni fa
Il TF ha respinto il ricorso di un 43enne kosovaro oberato dai debiti. Era stato ammonito in 4 occasioni

Quattro ammonimenti, una pesantissima situazione debitoria e un casellario giudiziale tutt’altro che immacolato sono costati l’espulsione dalla Svizzera dopo ben 25 anni a un 43enne cittadino kosovaro, che ha tentato senza successo di evitare la revoca del suo permesso C appellandosi in ultima istanza al Tribunale federale (TF).

L’uomo era arrivato in Svizzera nel 1992, stabilendosi nel Cantone di Basilea Città e ottenendo in seguito un permesso di domicilio. Sei anni più tardi si era sposato con una cittadina kosovara da cui aveva avuto tre figli. I suoi guai con la giustizia erano iniziati già nel 1996 con la condanna - sospesa condizionalmente - a 22 mesi di carcere e all’espulsione penale per 5 anni per lesioni gravi e ripetuto furto.

La condanna non era però stata sufficiente a farlo rigare dritto: tra il 2006 e il 2011 la coppia era stata ammonita altre 4 volte a causa della loro situazione debitoria e delle numerose condanne, seppur per reati minori, a carico del marito, principalmente per infrazioni alla Legge sulla circolazione stradale.

Preso atto che nemmeno negli anni successivi vi era stato il benché minimo miglioramento, il 20 gennaio 2017 l’Ufficio cantonale della migrazione aveva deciso di revocargli il permesso di soggiorno, intimandogli di lasciare la Svizzera. La decisione era stata confermata su ricorso sia dal Dipartimento di giustizia e sicurezza sia, in seconda istanza, dal Tribunale cantonale amministrativo il 17 dicembre 2017. Miglior sorte non aveva avuto neppure quello presentato al TF.

I giudici di Mon Repos hanno evidenziato le numerose condanne a suo carico e la pesantissima situazione debitoria della coppia (che si è nel frattempo separata): a inizi 2017 a loro carico risultavano infatti ben 86 attestati di carenza beni per un totale di 460'859 franchi e 31 precetti esecutivi da 263'742 franchi). La revoca del permesso C è quindi stata ritenuta conforme ai sensi dell’Art. 63 LStr.

“L’interesse pubblico nell’allontanarlo - ha spiegato la Corte federale nella sentenza del 21 gennaio scorso pubblicata ieri – prevale ampiamente sull’interesse privato del ricorrente a restare in Svizzera”. Il ricorso è stato quindi respinto e a carico del 43enne sono state poste anche le spese giudiziarie di 1'000 franchi.

(Sentenza 2C_138/2018 del 16 gennaio 2019)

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