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Svizzera
"Non accetteremo quote o preferenze nazionali"
Redazione
11 anni fa
La Commissione del mercato interno ha ricevuto l'ambasciatore svizzero. Ma le posizioni sembrano non voler cambiare

Poco o nulla è cambiato in seno alla Commissione del mercato interno del Parlamento europeo che quest'oggi ha ricevuto l’ambasciatore svizzero presso l’UE, Roberto Balzaretti.

Pur sottolineando l'intensità delle relazioni, Balzaretti ha lanciato frecciatine ai suoi interlocutori affermando che "le quattro libertà non sono applicate allo stesso modo in Svizzera e nell'Ue" generando "un accesso solo parziale ai mercati".

Ricordando il mandato negoziale adottato dal Consiglio federale, l'ambasciatore ha affermato che Berna condivide l'idea secondo cui nuove intese commerciali e un accordo quadro istituzionale siano trattati parallelamente. La Confederazione in linea di massima è anche disposta ad accettare una soluzione che dia competenze alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Da Bruxelles ha però auspicato il rispetto dovuto alla sovranità di un Paese non membro dell'Ue.

L'ambasciatore si è manifestato a Bruxelles, su convocazione della commissione parlamentare per il mercato interno, dopo che sia la Commissione che il parlamento europei nelle ultime settimane hanno deciso di adottare una linea dura nei negoziati con la Svizzera sulla libera circolazione delle persone. Entrambi hanno ribadito un categorico rifiuto di entrare in materia su discussioni sul tema.

Assolutamente identico il tenore degli interventi dei parlamentari che si sono rivolti oggi a Balzaretti, indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Il socialdemocratico italiano Nicola Danti ad esempio ha affermato: "Gli impegni presi vanno rispettati. Ciò vale anche per la Svizzera".

Esattamente sulla stessa lunghezza d'onda Kristin Schreiber, che per la Commissione europea si occupa di mercato interno: "Non si può giocare a una partita di calcio e poi chiedere di non rispettare la regola del fuorigioco". E in merito alle critiche relative all'accesso ai mercati ha detto: "Senza accordo istituzionale niente nuovi accessi al mercato interno".

L’esposizione del rappresentante svizzero è stata preceduta dall’intervento di Christa Tobler, professore di diritto europeo che ha voluto scindere le questioni di accesso al mercato interno europeo dalla questione bilaterale, un punto su cui ha insistito anche l'ambasciatore presso l'UE.

Ma come detto, i membri della Commissione sono intenzionati a proseguire sulla linea stabilita. Se la Svizzera non rinuncia alla sua posizione sulla libera circolazione, ovvero applicare contingenti per i lavoratori esteri e preferenze nazionali, non potrà avere nuovi accessi al mercato interno UE.

I membri della Commissione hanno ribadito che si tratta di un attacco diretto al nostro paese, al quale è riconosciuta un’importanza come partner di Bruxelles. Tuttavia, la libera circolazione è un principio base che non può essere messo in causa.

Dal canto suo, Balzaretti ha insistito sul fatto che la libera circolazione fra la Svizzera e l’Unione europea non equivale a quella all’interno dell’Unione e che la Svizzera beneficia della manodopera estera perché nei paesi UE il lavoro scarseggia.

Il dibattito si è concluso in un apparente nulla di fatto. Il Parlamento europeo ha eretto un muro che per la Svizzera sarà difficile da superare.

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