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Svizzera
"Non abbiamo rubato il marchio di cioccolato agli italiani"
"Non abbiamo rubato il marchio di cioccolato agli italiani"
"Non abbiamo rubato il marchio di cioccolato agli italiani"
Redazione
7 anni fa
Chocolats Camille Bloch smentisce le accuse che arrivano da oltre confine per il "Torino". E' nostro dal 1948...

Qualche settimana fa in Italia, soprattutto in Piemonte, si è accesa una feroce polemica sul "Torino", cioccolato dell'azienda svizzera Chocolats Camille Bloch. Il celebre cioccolataio Guido Gobino sostiene infatti di non poter utilizzare il marchio Tourinot in Europa proprio a causa dell'azienda bernese.

Secondo Gubino, il marchio della sua creazione sarebbe stato depositato nel 1996, tuttavia nel 2003 Camille Bloch deposita il marchio "Torino" diffidando il cioccolataio torinese a commercializzare i suoi gianduiotti in Svizzera e nel resto d'Europa, in quanto il nome Tourinot somiglia troppo a quello del loro prodotto. Per i quotidiani italiani, su tutti La Stampa, si tratterebbe di una situazione grave, quasi un oltraggio: "Un caso surreale, ancora peggio di quello di formaggi come il “parmesan” inglese o l’Oregonzola Cheese americano. E in fondo potrebbe perfino rientrare tra i casi di pubblicità ingannevole", scrivono.

Tuttavia le cose non starebbero così. La Chocolats Camille Blochs spiega infatti che il marchio Torino è stato introdotto nel lontano 1948 e registrato nel 1988. Ben prima quindi del deposito del Tourinot italiano. 

"In Svizzera è conosciuto come il marchio svizzero di cioccolato. Il cioccolato è prodotto interamente in Svizzera. Quando Camille Bloch introdusse Torino sul mercato nel 1948, voleva anche riflettere lo stile italiano con il melodioso nome esotico".

L'azienda bernese svela anche un aneddoto sul Ragusa, cioccolato anch'esso al centro delle polemiche, con La Stampa che nel suo articolo sostiene sia un altro nome "scippato" agli italiani: "In realtà prende il nome da una città croata: Dubrovnik, allora chiamata Ragusa. Era un tempo in cui la pubblicità con nomi di città stranieri o nomi di fantasia voleva far sognare i consumatori".

Insomma, che sia un Torino, un Ragusa o un gianduiotto, questa volta oltreconfine c'è chi masticherà amaro...

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