Cerca e trova immobili
Finanza
No, le società bucalettere non possono definirsi "svizzere"
Ats
un giorno fa
Secondo una sentenza del Tribunale commerciale del Canton Berna, il fatto che la società BDSwiss AG abbia sede a Zugo non è sufficiente perché si possa definire svizzera. Non è stata infatti in grado di dimostrare che la sua attività nella Confederazione vada oltre lo svuotamento di una cassetta delle lettere.

Per potersi definire "svizzera", una società di servizi finanziari deve avere la sede sociale nella Confederazione ed essere effettivamente amministrata da qui. È quanto stabilito dal Tribunale commerciale di Berna che, per la prima volta, ha convalidato i criteri legali relativi alla cosiddetta "Swissness". Società bucalettere non possono insomma fregiarsi del marchio "svizzera". Per questo motivo, pur avendo sede nel Canton Zugo, la società BDSwiss AG è obbligata a rimuovere il termine "Swiss" dal proprio nome e la croce elvetica dal proprio logo, poiché non soddisfa i requisiti di legge per l'uso dell'indicazione di provenienza svizzera, spiega una nota odierna dell'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI), che ha portato in tribunale questa società.

L'azienda

Stando a una sentenza del Tribunale commerciale del Canton Berna risalente al 26 agosto scorso, e ora passata in giudicato, il fatto che la società BDSwiss AG abbia sede a Zugo non è sufficiente per potersi definire svizzera. Infatti, spiega la nota, questo fornitore di servizi finanziari attivo a livello mondiale non è stato in grado di dimostrare che la sua attività a Zugo vada oltre il mero svuotamento di una cassetta delle lettere. BDSwiss AG è un fornitore di servizi finanziari amministrato a partire da Cipro, la cui clientela si trova principalmente in Germania. In Svizzera sono stati presentati numerosi ricorsi contro questa ditta, motivo per cui l'IPI è intervenuto più volte e ha infine promosso un'azione in tribunale.

Le regole

Il fulcro della cosiddetta legislazione "Swissness" è costituito da norme contenute nella legge sulla protezione dei marchi (LPM). Le aziende che desiderano utilizzare l'indicazione di provenienza "Svizzera" devono garantire il rispetto dei criteri legali e, in caso di controversia, essere in grado di dimostrare che agiscono conformemente alla legge. Possono pubblicizzare i propri servizi come svizzeri soltanto se la loro sede sociale si trova nella Confederazione e sono effettivamente amministrate a partire dal nostro paese. La seconda condizione mira a impedire che una semplice cassetta delle lettere possa essere sfruttata per creare un legame con la Confederazione. Per Felix Addor, sostituto direttore e consulente giuridico dell’IPI, grazie a questa sentenza, i criteri "Swissness" sono stati convalidati per la prima volta da un tribunale nel contesto della promozione di servizi presentati come "svizzeri". Ciò rende questa sentenza particolarmente importante e invia un segnale forte all'estero.