
La bocciatura dell'iniziativa "No Billag" non è una sorpresa per i promotori, che sottolineano la differenza di mezzi finanziari impiegati nella campagna dei favorevoli e in quella dei contrari. Per loro l'oggetto in votazione ha comunque permesso di aprire un dibattito che ha rivelato "l'incoerenza totale" del sistema. "La campagna degli oppositori è stata impressionante e il loro budget circa 15 volte superiore al nostro", ha affermato Frédéric Jollien, responsabile della comunicazione per il comitato d'iniziativa. A suo avviso è stato inoltre difficile far passare un messaggio nei media su un tema che li metteva parzialmente in discussione. Jollien si felicita comunque per il dibatto di fondo sul sistema mediatico scaturito dall'iniziativa. "Se in futuro facciamo pressione politica sulla SSR, l'azienda dovrà trasformarsi e diventare più trasparente", ha aggiunto. La principale questione morale rimane: fino a che punto il sistema mediatico deve rispecchiare i desideri dei cittadini? Per Thomas Birbaum, vicepresidente del comitato d'iniziativa, il popolo ha ritenuto che il testo fosse troppo radicale, "ma ciò non vuol dire che gli svizzeri diano carta bianca" alla SSR. Per ora i promotori non hanno voluto esprimersi sull'eventuale lancio di un'iniziativa per il dimezzamento del canone radio-TV, evocato in campagna.
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