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Svizzera
No Billag: fallita anche la quinta proposta contro il canone
Redazione
8 anni fa

La disaffezione di una parte della popolazione nei confronti della SSR non si è mai concretizzata con un voto che abbia raccolto una maggioranza. L'iniziativa popolare "No Billag" è infatti il quinto testo contro il canone radiotelevisivo ad essere bocciato. Una sola volta gli oppositori al canone si sono avvicinati alla vittoria: il 14 giugno 2015 il popolo ha accettato solo con il 50,08% dei voti la revisione della legge sulla radio e la TV che generalizzava l'obbligo del canone. La revisione prevedeva una diminuzione del canone per le economie domestiche, ma durante la campagna la discussione si è concentrata soprattutto sul servizio pubblico e i programmi. Fino ad allora tutte le iniziative popolari su questo tema hanno fallito l'obbiettivo. Nel 1982 è stato bocciato il testo dell'Anello degli indipendenti per l'indipendenza della radio mentre nel 1994 l'iniziativa "per un regime liberale dei media e la soppressione dei monopoli" non è riuscita a raccogliere le firme necessarie. Neppure il testo dell'Organizzazione Svizzera Solidale (SOS) per la soppressione del canone è riuscito ad ottenere le 100'000 firme necessarie nel 2013. Una petizione che chiedeva di abbassare il canone a 200 franchi annui è invece stata scartata dal Parlamento nel 2011. Nel 1957 e 1967 il popolo aveva respinto l'idea di iscrivere nella Costituzione un articolo sulla radio e la televisione. È solo dal 1984 che il finanziamento dei media elettronici ha trovato una base costituzionale. Il monopolio della SSR è stato abolito nel 1983, quanto le emittenti private sono state autorizzate a diffondere programmi.

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