
Abolire del tutto il servizio militare a favore di un servizio sociale volontario e retribuito. È quanto propongono i giovani Verdi che ritengono l'attuale sistema retrogrado e vogliono puntare a una politica pacifista. Non solo. Il partito ha anche lanciato un referendum contro lo smantellamento del servizio civile.
"Una grave violazione della libertà"
"Con il servizio militare obbligatorio per i cittadini di sesso maschile, la Svizzera ha una pratica conservatrice che risale al secolo scorso", si legge nella risoluzione del partito. "Questo obbligo non solo costituisce una grave violazione della libertà individuale, ma porta anche alla militarizzazione forzata della società". I giovani Verdi riconoscono che l'attuale situazione politica globale è caratterizzata da tendenze autoritarie, al riarmo internazionale e alla crescente violenza. Ma una strategia pacifista "deve creare modelli di transizione che garantiscano la sicurezza senza la militarizzazione". Secondo i giovani verdi la protezione civile, così come il servizio civile, devono essere sostituiti da un moderno servizio sociale volontario "che rafforzi la coesione sociale e sviluppi strutture di solidarietà".
Il piano del Consiglio federale
Con la revisione in corso, il governo intende ridurre il numero di persone che lasciano l'esercito per il servizio civile. Un terzo dei civilisti rientra in questa categoria. Una serie di misure proposte dall'esecutivo dovrebbe portare il numero di ammissioni annuali al servizio civile da 6600 a 4000. La maggioranza di destra del Consiglio nazionale ha sostenuto queste misure a giugno, contro il parere della sinistra e dei Verdi Liberali. Durante i dibattiti i Giovani Verdi e la Federazione svizzera per il servizio civile CIVIVA avevano già minacciato di indire un referendum. Sebbene l'effettivo dell'esercito sia già superiore a quanto consentito dalla legge, il Parlamento vuole indebolire massicciamente il servizio civile, criticano i Giovani Verdi in una nota odierna. Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi sul dossier in autunno.

