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Consiglio federale
No all'introduzione di un terzo sesso, "mancano premesse sociali"
© Shutterstock
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Keystone-ats
4 anni fa
In Svizzera alla nascita non è permesso lasciare vuota l'iscrizione nel registro di stato civile o scegliere un'altra opzione che non sia "maschile" o "femminile", anche perché sono connesse numerose conseguenze giuridiche.

Non sussistono le premesse sociali per introdurre un terzo sesso o per rinunciare del tutto all'iscrizione del sesso nel registro dello stato civile. È quanto ritiene in Consiglio federale, che oggi ha approvato un rapporto in materia.

Troppi adeguamenti legali necessari

In Svizzera alla nascita non è permesso lasciare vuota l'iscrizione nel registro di stato civile o scegliere un'altra opzione che non sia "maschile" o "femminile", anche perché sono connesse numerose conseguenze giuridiche, ricorda l'esecutivo in una nota, aggiungendo che una modifica renderebbe necessari molti adeguamenti legali a livello federale e cantonale. Andrebbe adeguata anche la Costituzione federale, poiché in particolare nell'ambito dell'obbligo di prestare servizio militare o un servizio sostitutivo non è prevista una normativa per persone il cui sesso non è iscritto nel registro dello stato civile o che sono iscritte in una categoria diversa da "maschile" o "femminile".

"Andrebbero dapprima create le corrispondenti condizioni sociali"

Nel rapporto, redatto in adempimento di due postulati, il Consiglio federale illustra numerose altre conseguenze dell'introduzione di un terzo sesso o della rinuncia all'iscrizione del sesso. Dovrebbero per esempio essere adeguati numerosi registri e occorrerebbe rielaborare i rilevamenti statistici. Il parere del governo è condiviso dalla Commissione nazionale d'etica per la medicina umana (CNE) in un rapporto del 2020, in cui osserva che, pur essendo la regolamentazione e la prassi attuali insoddisfacenti, per rinunciare al binarismo dei sessi andrebbero dapprima create le corrispondenti condizioni sociali.