Cerca e trova immobili
Svizzera
"No all'iniziativa allevamento intensivo", in arrivo il controprogetto
"No all'iniziativa allevamento intensivo", in arrivo il controprogetto
"No all'iniziativa allevamento intensivo", in arrivo il controprogetto
Redazione
7 anni fa
L'iniziativa mira a proteggere la dignità degli animali ma il CF ritiene che sia incompatibile con gli accordi commerciali

La richiesta di inserire nella Costituzione standard di produzione biologica privati e di estenderli alle importazioni è eccessiva. Per questo il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa popolare sull'allevamento intensivo, dichiarata riuscita lo scorso ottobre. L'esecutivo intende però elaborare un controprogetto indiretto.

Iniziativa "No all'allevamento intensivo in Svizzera"

L'iniziativa - la cui denominazione ufficiale è "No all'allevamento intensivo in Svizzera" - mira a proteggere la dignità degli animali negli allevamenti agricoli, indica in una nota odierna il governo. I promotori hanno depositato in autunno il testo alla Cancelleria federale: le firme considerate valide sono state 106'125.

Il CF costituisce nuovi criteri per gli animali 

Con l'iniziativa, la Confederazione è chiamata a stabilire criteri per il ricovero, l'accesso a spazi esterni, il numero di animali detenuti e la macellazione che corrispondano almeno a quelli delle direttive Bio Suisse del 2018. La nuova disposizione costituzionale dovrebbe inoltre valere anche per i prodotti importati.

"Sì all'obietti ma..."

Il Consiglio federale afferma di essere sostanzialmente d'accordo con l'obiettivo del testo, ma vuole bocciarlo poiché ritiene che vada troppo oltre per quanto riguarda gli standard di produzione biologica privati. La loro estensione alle importazioni sarebbe per di più incompatibile con gli accordi commerciali e molto difficile da attuare, fa notare il governo.

Presenteranno un controprogetto

Tuttavia, l'esecutivo vuole migliorare le condizioni di detenzione negli allevamenti e pertanto presenterà un controprogetto, in cui saranno inclusi i criteri per il benessere degli animali da reddito. Per il Consiglio federale comunque la Costituzione e la legislazione attualmente garantiscono già un'elevata protezione. Inoltre, Berna versa contributi a sostegno di sistemi di stabulazione rispettosi degli animali e dell'uscita regolare all'aperto, viene puntualizzato nel comunicato.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata