
Il Comitato "No Song for Apartheid" ha presentato le firme raccolte in Svizzera - ma anche in Australia, Belgio, Francia, Islanda, Irlanda, Paesi Bassi e Svezia - contro lo svolgimento del Concorso Eurovision Song in Israele. Le petizioni sono state deposte alla sede dell'Unione europea di radiodiffusione (UER) a Ginevra.
In totale, si legge in una nota del Comitato, più di 136'000 persone hanno firmato le diverse petizioni. Circa 100 gruppi LGBTQI e centinaia di artisti di innumerevoli paesi hanno denunciato "la strumentalizzazione dell'Eurovision Song Contest da parte dello Stato di Israele, l'unico regime del XXI secolo, che ha adottato una legge d’apartheid (Israel Law, Nation State of the Jewish People, 2018)".
"Siamo lieti di aver contribuito a neutralizzare la propaganda israeliana, che ha fallito nel tentativo di normalizzare il suo regime. Le prenotazioni alberghiere non sono ancora decollate e migliaia di biglietti per la finale dell'Eurovision non sono stati acquistati. Martedì scorso il ministro israeliano degli affari strategici ha accusato il movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni) di aver scoraggiato i turisti dal recarsi in Israele in occasione dell'Eurovision", spiega il Comitato.
In Svizzera, 100 artisti provenienti da tutto il paese sono riusciti a radunare più di 2'000 firmatari. La petizione invita le emittenti radiofoniche e televisive pubbliche svizzere (SRG SSR) a ritirarsi dalla finale di Tel Aviv.
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