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Violenze
No alla soluzione del consenso esplicito, ok a "freezing"
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Keystone-ats
4 anni fa
Menzionando in modo esplicito lo stato di shock, la Commissione degli affari giuridici della Camera alta intende dissipare i timori espressi dal Consiglio nazionale secondo cui i casi di aggressione sessuale o di violenza carnale non sono contemplati nella soluzione del veto - "no significa no" - sostenuta dagli Stati se la vittima si trova in uno stato di immobilità tonica.

La formulazione votata dal Consiglio nazionale in dicembre del consenso esplicito ("solo sì significa sì") in relazione alla modifica del diritto penale in materia sessuale non convince la Commissione degli affari giuridici degli Stati (CAG-S). A suo avviso tale soluzione "non è compatibile con i principi probatori della procedura penale e non permette di determinare adeguatamente sotto il profilo penale la condizione del vizio del consenso". Tuttavia, stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, la CAG-S vuole inserire nella legge lo stato di shock, o cosiddetto “freezing”.

Cosa ha deciso la Commissione

Menzionando in modo esplicito lo stato di shock, la commissione intende dissipare i timori espressi dal Consiglio nazionale in dicembre secondo cui i casi di aggressione sessuale o di violenza carnale non sono contemplati nella soluzione del veto - "no significa no" - sostenuta dagli Stati se la vittima si trova in uno stato di immobilità tonica. Su un altro aspetto riguardante il reato di violenza carnale (art.190) la CAG-S intende mantenere (anche se solo grazie al voto del suo presidente, Carlo Sommaruga, PS/GE) la possibilità di una pena pecuniaria nella fattispecie di base e di prevedere una pena detentiva minima di un anno per la violenza carnale qualificata. Su entrambi gli aspetti una minoranza propone invece di allinearsi alla camera del popolo e di stralciare la pena pecuniaria nella fattispecie di base e di prevedere una pena detentiva minima superiore ai due anni per la violenza carnale qualificata.

La votazione del Nazionale

La soluzione del consenso esplicito era stata approvata dal Nazionale per 99 voti a 88. All'origine di questo cambiamento, alcune sentenze di assoluzione perché la vittima non aveva mostrato sufficiente resistenza. Secondo i detrattori di questa soluzione, invece, l'opzione del consenso esplicito creerebbe più confusione, delusione e frustrazione, non riuscendo a risolvere tutti i problemi.

Le altre decisioni

La Commissione ha poi nettamente respinto la disposizione recentemente inserita dal Consiglio nazionale riguardante il "ciberbullismo" e lo stralcio della proposta del Consiglio degli Stati sulla sanzione della cosiddetta pornovendetta (revenge porn). La CAG-S critica il fatto che la proposta del Nazionale porterebbe a un notevole ampliamento della punibilità. Per motivi analoghi si è espressa contro la sanzione del "cibergrooming" - ossia l'adescamento in rete di minorenni tramite tecniche di manipolazione psicologica volte a superarne le resistenze e a ottenerne la fiducia per abusarne sessualmente - nella versione proposta dal Consiglio nazionale.

 

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