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Svizzera
No alla riduzione delle pensioni dei Consiglieri Federali
No alla riduzione delle pensioni dei Consiglieri Federali
No alla riduzione delle pensioni dei Consiglieri Federali
Redazione
7 anni fa
Bocciata l'iniziativa che chiedeva di riformare la previdenza professionale dei Consiglieri Federali

Durante la sessione odierna del Consiglio Nazionale è stata bocciata, con 118 voti contro 64 e una astensione, una iniziativa parlamentare di Thomas Burgherr (UDC/AG) che chiedeva di riformare la previdenza professionale dei consiglieri federali allo scopo di ridurre l'importo della pensione (pari attualmente a circa 220'000 franchi all'anno).

Le convinzioni politiche, e non l’indennità finanziaria, devono motivare una persona a diventare consigliere federale, ha spiegato invano Lukas Reimann (UDC/SG). Per la maggioranza, invece, la normativa vigente si giustifica con lo statuto speciale dei consiglieri federali, che devono potere prendere la propria decisione di dimettersi a prescindere da considerazioni di ordine finanziario inerenti alla previdenza per la vecchiaia. Altrimenti potrebbe succedere che un magistrato rimanga in carica unicamente in virtù di interessi pecuniari, ha affermato Valérie Piller Carrard (PS/FR) a nome della commissione.

Gli stipendi dei consiglieri federali sono inoltre piuttosto bassi rispetto a quelli di persone che occupano posizioni con responsabilità nell'economia privata. Il disciplinamento vigente prevede poi che la pensione venga ridotta quando un ex ministro ottiene un reddito da attività lucrativa.

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