
La decisione dell'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) di permettere alla società «On», azienda di cui Roger Federer è fra i principali azionisti, di applicare la croce svizzera sulle proprie scarpe prodotte in Asia, va annullata. È l'appello lanciato oggi dal Consiglio degli Stati che ha approvato una mozione - 35 voti a 5 - in tal senso del «senatore» Fabio Regazzi (Centro/TI).
Il cambiamento di prassi
Il cambiamento di prassi deciso dall'IPI nella primavera scorsa - che non piace alle PMI elvetiche come affermato da Regazzi in qualità anche di presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) - potrebbe avere conseguenze spiacevoli per l'intera economia. A parere dell'imprenditore ticinese, la decisione dell'IPI potrebbe sfociare infatti in un indebolimento del marchio «Svizzera» e nella perdita di fiducia da parte dei consumatori. In particolare, si temono delocalizzazioni della produzione e quindi la perdita di posti di lavoro.
Per l'esponente del Centro alla camera dei Cantoni, è urgente che il Consiglio federale faccia qualcosa prima che sia troppo tardi. Un appello ripreso anche da Isabelle Chassot (Centro/FR) e Baptiste Hurni (PS/NE), secondo i quali il cambiamento di prassi dell'IPI è stato deciso senza consultare il parlamento. Un simile stravolgimento, secondo loro, necessita invece di un dibattito democratico in aula. Ne va della sopravvivenza delle aziende elvetiche che hanno investito molto per produrre nella Confederazione e potersi quindi fregiare del «Made in Switzerland», un marchio sinonimo di qualità molto apprezzato all'estero che da solo vale anche sui mercati prezzi più elevati.
La posizione del Governo
Facendo buon visto a cattivo gioco, il «ministro»di giustizia e polizia (DFGP), Beat Jans, ha voluto ricordare che la questione è assai complessa. Nella risposta scritta fornita a Regazzi il 10 di settembre scorso, il Governo, contrario alla mozione, scriveva che, pur prendendo sul serio le preoccupazioni delle PMI elvetiche che devono affermarsi in un contesto economico sempre più impegnativo, respingeva una modifica della legislazione. Il Consiglio federale aggiungeva però di aver incaricato proprio l'IPI di esaminare le ripercussioni dell'adeguamento della prassi sulle imprese. Fondandosi sui risultati di questa valutazione, se del caso il Consiglio federale avrebbe poi sottoposto al Parlamento proposte concrete. La risposta dell'Esecutivo, considerata dilatoria, non ha convinto il plenum che chiede al Governo di accelerare il tutto. Se non si fa nulla i danni rischiano di essere irreversibili per la nostra economia, si è sentito in aula.
Scarpe On e nuova prassi
L'IPI ha introdotto la nuova prassi nel marzo di quest'anno. Da allora, la croce svizzera può essere utilizzata anche per indicazioni quali «Swiss Design» o «Swiss Engineering», anche se la produzione avviene interamente all'estero. L'IPI ha motivato questa decisione sostenendo che l'economia svizzera risente della forza del franco e degli elevati dazi statunitensi. La nuova prassi è in gran parte legata a una lunga vertenza con le autorità svizzere del produttore di scarpe On, che lo scorso marzo aveva annunciato di avere avuto la meglio in merito all'utilizzo della croce elvetica.

