“No al raddoppio del contributo di coesione”
È l’opinione della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) che raccomanda al plenum di respingere - 14 voti a 11 - una mozione presentata dal Consigliere nazionale Eric Nussbaumer
Redazione
“No al raddoppio del contributo di coesione”
Immagine CdT

Il contributo di coesione non va raddoppiato affinché l’Ue permetta alla Svizzera di partecipare a pieno titolo ai programmi di ricerca europei (Orizzonte ed Erasmus+). Una tale mossa sarebbe diplomaticamente poco accorta e finanziariamente azzardata.

È l’opinione della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) che raccomanda al plenum di respingere - 14 voti a 11 - una mozione presentata dal Consigliere nazionale Eric Nussbaumer (PS/BL) in seno alla Commissione di politica estera della camera del popolo. La mozione - accolta per 15 voti a 9 - domanda di aumentare il contributo di circa 953,1 milioni di franchi (quasi 2 miliardi in totale).

Nel motivare il suo “no” alla mozione (che sarà discussa il primo di dicembre nell’ambito del preventivo 2022), indica una nota odierna dei servizi parlamentari, la CdF-N rammenta che il parlamento ha sbloccato il contributo di coesione dell’Ue rinunciando espressamente a vincolarlo alla condizione introdotta dal Parlamento nel 2019 (”misure discriminatorie) e che la strategia adottata allora va portata avanti. Secondo la commissione, inoltre, è illusorio pensare di poter accedere ai programmi europei di ricerca attraverso un contributo finanziario. Oltre a ciò, versare quasi un miliardo di franchi in questo periodo d’incertezza finanziaria provocata dalla pandemia è inopportuno e azzardato.

Per la maggioranza, poi, dal punto di vista diplomatico, accettare questa proposta potrebbe indebolire la posizione del Consiglio federale durante i futuri negoziati e finire per rivelarsi controproducente. Da parte sua, la minoranza della CdF-N vorrebbe invece lanciare un segnale politico forte all’Ue affinché il Consiglio federale disponga, in un primo tempo, di un argomento di peso nel quadro delle discussioni in vista dell’associazione della Svizzera a pieno titolo (e non quale paese terzo. n.d.r) ai programmi europei di ricerca.

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