
L'industria atomica si assume solo un'infima parte dei potenziali danni che rischia di provocare: lo denuncia l'alleanza "No al nucleare", un'associazione fondata in agosto di cui fanno parte una ventina di organizzazioni politiche, economiche e ambientali.Gli oppositori all'atomo calcolano che un incidente in una centrale potrebbe causare un danno di 4300 miliardi di franchi: oggi la legge limita però la responsabilità civile del gestore dell'impianto a 1 miliardo di franchi, e anche con la revisione proposta dal Consiglio federale non si supererebbero gli 1,8 miliardi: cifre del tutto insufficienti, hanno affermato i responsabili di "No al nucleare" in una conferenza stampa odierna a Berna.È quindi lo stato, vale a dire i contribuenti, a dover sopportare la grandissima parte del rischio, critica l'associazione.ATS
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