
I vallesani hanno respinto il credito di 100 milioni di franchi per la candidatura di Sion ai giochi olimpici invernali 2026. Gli oppositori al progetto hanno infatti ottenuto il 53,9% dei voti, quando mancano solo i risultati dei comuni di Chalais e Conthey. La partecipazione è di oltre il 65%.
Spiccano tra gli altri i 'no' di Sion (60,9%), Monthey (65%), Martigny (61%), Briga (57,6%) e Sierre (57,2%), mentre sull'altro fronte Crans-Montana dice 'sì' con il 57,3%, come pure Anniviers (67,1%), Bettmeralp (54,3%), Bürchen (60,7%) e Unterbäch (55,7%).
In ballo c'era un credito di 100 milioni di franchi che il Cantone voleva stanziare a favore della manifestazione. L'aspetto finanziario del progetto rappresenta la principale preoccupazione degli avversari (Verdi, PS, UDC e organizzazioni ambientaliste), secondo cui il costo definitivo è stato sottovalutato.
Venerdì sera l'assemblea comunale di Kandersteg (BE), aveva invece approvato un credito di 1,2 milioni di franchi, destinato a finanziare la costruzione di una strada di accesso al trampolino per il salto con gli sci, nel caso in cui Sion (VS) dovesse essere scelta per organizzare i giochi invernali del 2026.4
Deluse le associazioni turistiche
Delusione delle associazioni che si occupano di turismo per la bocciatura vallesana al progetto "Sion 2026". Si è persa l'occasione di dare visibilità alla Svizzera e sostenere il settore, affermano la Federazione svizzera del turismo, hotelleriesuisse, GastroSuisse, Funivie svizzera e l'Unione dei trasporti pubblici in un comunicato congiunto.
"La delusione subita in occasione delle due ultime candidature ha lasciato una traccia duratura e i vallesani non volevano rischiare una terza sconfitta", afferma la nota. Senza l'appoggio di Sion, la città ospitante, il progetto probabilmente non andrà avanti.
L'organizzazione dei giochi olimpici e paraolimpici sarebbe stata un grande opportunità non solo per i cantoni ospiti, ma per tutta la Svizzera, e avrebbe dato un nuovo impulso al turismo. Le associazioni turistiche continueranno a lavorare per rilanciare le regioni alpine e gli sport invernali, la cui domanda è calata del 20% negli ultimi anni, conclude la nota.
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