
Iniziano a bocca asciutta, per alcuni, i Mondiali di sci a Vail, negli Stati Uniti. Sul menu di Casa Svizzera non figura infatti nessun vino elvetico. Una situazione che irrita in particolare gli esperti nel campo dell'enologia, che già in occasione dei mondiali brasiliani di calcio hanno dovuto fare i conti con un ristorante svizzero che non proponeva nessun vino nostrano. Un'assenza che era stata giustificata dall'impossibilità di trovare un importatore, aveva affermato allora il direttore di Presenza Svizzera Nicolas Bideau.
E ora la situazione si presenta di nuovo, riporta il sito romando Le Matin. Questa volta però a gestire Casa Svizzera è Swiss Ski. Il segretario generale di Swiss Wine Promotion Sébastien Fabbi ha assicurato che negli scorsi mesi è stato concluso un partenariato con Presenza Svizzera per garantire del vino elvetico in occasioni di manifestazioni organizzate dalla Confederazione. Ma per eventi e iniziative private si può solo incoraggiare gli organizzatori a dare prova di buon senso.
"Trovo scandaloso" ha dichiarato Fabbi al giornale romando "che sulla carta si trovano vini dei nostri vicini (Austria, Germania, Francia, ecc.) ma nessuno del nostro paese. Ho l'impressione che Swiss Ski voglia boicottare i vini elvetici".
A fargli eco il presidente del PPD svizzero Christophe Darbellay, un grande amante dei vini: "È uno scandalo, una vergogna. Immaginate la Casa francese o italiana che fanno lo stesso. L'organizzatore verrebbe immediatamente convocato dal Governo e sarebbe normale. Casa Svizzera è un organismo privato, ma chi sono gli sponsor? Alpiq, Raiffeisen, Helvetia, quindi anche i cantoni sono direttamente coinvolti. Il fatto che Swiss Ski non proponga vini svizzeri è una mancanza di sensibilità patriottica, di amor proprio e di cultura del territorio".
A mo' di motivazione, Darbellay si è dunque detto disposto a offrire 100 bottiglie di Murettes (vino della maison Gilliard di cui è presidente) al primo atleta vallesano che si aggiudicherà una medaglia durante la competizione.
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