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Svizzera
Niente stop all'immigrazione
Redazione
15 anni fa
Il Consiglio federale dice "no" alla clausola di salvaguardia: la ripresa economica richiede manodopera straniera

Non ci sono le premesse per porre un argine all'immigrazione di forza lavoro proveniente dai paesi UE. Questa la conclusione cui è giunto il Consiglio federale nella sua seduta odierna, al termine della quale ha deciso di non far ricorso alla clausola di salvaguardia prevista dagli accordi con Bruxelles sulla libera circolazione delle persone. Dalla soppressione dei contingenti nel giugno 2007, la libera circolazione è stata estesa, senza alcuna limitazione, ai cittadini dell'UE-17/AELS. La clausola di salvaguardia autorizza la Svizzera a reintrodurre unilateralmente fino al 2014 dei contingenti, indica una nota odierna del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), a condizione che il numero dei permessi di dimora e di quelli di soggiorno di breve durata rilasciati in un anno ai lavoratori dei vecchi Stati membri dell'UE superi di almeno il 10% la media di quelli rilasciati nel corso dei tre anni precedenti. Se nel 2008 e nel 2009 la Svizzera non ha voluto ricorrere alla clausola di salvaguardia, nel 2010 i requisiti quantitativi non sono stati soddisfatti, sottolinea il comunicato. E neanche quest'anno è stato rilasciato un numero sufficiente di permessi di entrambi i tipi da consentire l'introduzione della clausola. Tra inizio giugno 2010 e il 30 aprile 2011 sono stati emessi 48'500 permessi di dimora, 4'649 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il governo spiega questa evoluzione col miglioramento della situazione sul mercato del lavoro e la ripresa dell'economia svizzera, fenomeni che hanno provocato una maggior richiesta di manodopera straniera. Circa i permessi di soggiorno di breve durata, tra inizio giugno 2010 e il 30 aprile 2011 ne sono stati rilasciati 49'121, 2'291 permessi L in più ai lavoratori provenienti da Stati UE-17/AELS rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

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