
Il Comune di Davos (GR) ha deciso di non autorizzare, nel corso dei prossimi giorni, alcuna manifestazione contro il forum economico (WEF) sul suo territorio. La causa è lo spazio estremamente limitato dovuto alle copiose nevicate, ha indicato in una nota odierna l'esecutivo comunale. PS, Gioventù Socialista e Verdi avevano presentato al Comune una richiesta per una dimostrazione a Davos Postplatz giovedì prossimo. La domanda dei tre partiti è stata però respinta. Nel frattempo sono giunte al Comune altre richieste di autorizzazione per manifestazioni, ma anche queste saranno respinte, si legge nel comunicato.
Pronta la reazione della Gioventù Socialista: "È un affronto verso i diritti democratici dei cittadini e delle cittadine e un inchino da parte delle autorità di fronte all’élite globale" si legge in un comunicato.
"Che Trump e Co. non siano fan della democrazia è risaputo, ma che ora anche le autorità svizzere si pieghino di fronte a questo trend è uno scandalo” commenta Tamara Funiciello, presidente della GISO Svizzera, indignata dalla decisione del governo retico. “Il diritto di manifestare e di esprimere liberamente la propria opinione è uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. Negare questi diritti appellandosi a dubbiose giustificazioni è un attacco frontale a questo pilastro. Ma ormai siamo disposti a tutto pur di compiacere i signori e le signore dell’élite capitalista, non è vero?”
La GISO Svizzera incoraggia quindi la partecipazione alle manifestazioni “Trump not welcome” che si terranno domani in varie città svizzere, tra cui anche Bellinzona, e la protesta live che si terrà sull’arco di 72 ore al WEF.
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