
No a un inasprimento delle norme relative ai lobbisti in parlamento. È l'opinione della commissione delle istituzioni politiche del Nazionale, che propone di bocciare, con 12 voti a 8 e 3 astensioni, un progetto di legge in questo senso elaborato dagli Stati sulla base di un'iniziativa popolare del "senatore" Didier Berberat (PS/NE).
Attualmente i deputati hanno la possibilità di far accreditare due persone esterne, siano essi collaboratori personali oppure rappresentanti di gruppi di interesse. Questa regolamentazione è però stata più volte criticata.
Con il suo atto parlamentare, Berberat chiede l'accreditamento obbligatorio per i lobbisti e l'adozione di un eventuale limite alla loro presenza sotto il "Cupolone", prendendo spunto da quanto già avviene per i giornalisti che seguono da vicino l'attività parlamentare.
Secondo la maggioranza della commissione, intervenendo così non si farebbe altro che aumentare l'onere amministrativo. È nell'interesse dei deputati essere informati sui vari temi, scrive in una nota diffusa dai servizi del parlamento. C'è inoltre il timore che il fenomeno venga istituzionalizzato favorendo le grosse agenzie di lobbisti, a scapito di altri.
La minoranza ritiene invece che i cittadini debbano sapere quali interessi si nascondano dietro ai lobbisti che hanno accesso al Parlamento. A suo avviso il progetto degli Stati è un primo passo verso la trasparenza.
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