
In un comunicato odierno, il sindacato UNIA (nella foto la presidente Vania Alleva) "si rallegra dell'abbandono dei contingenti per la messa in atto dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa".
Tuttavia, la decisione presa ieri dal Consiglio nazionale per applicare quanto deciso dal popolo svizzero il 9 febbraio 2014 "soddisfa solo in parte" il sindacato.
"L'abbandono dei contingenti discriminatori, una misura contro la quale i sindacati hanno sempre lottato, è certamente rallegrante" scrive UNIA, secondo cui "già in passato i contingenti hanno portato a discriminazioni, al lavoro nero e a condizioni di lavoro precarie. Inoltre non sono compatibili con la libera circolazione delle persone e accentuano la dipendenza dei lavoratori nei confronti dei loro datore di lavoro, aprono la porta agli abusi e mettono i salari sotto pressione."
"Ma non è stata fatta nessuna proposta per proteggere meglio i lavoratori contro gli abusi" da notare d'altro canto UNIA. "È quindi urgente che il Consiglio degli Stati agisca su questo terreno."
"Per far cessare gli abusi della libera circolazione commessi dal padronato", UNIA sostiene che vadano prese quattro misure urgenti: "Bisogna sempliciare la dichiarazione di obbligatorietà dei contratti collettivi di lavoro, in vista dell'introduzione di salari minimi obbligatori; i controlli devono essere estesi e le sanzioni rese più severe; in caso di sospetti fondati di dumping salariale, le autorità devono poter inerrompere il lavoro su proposta dei partner sociali, finché l'impresa non dimostra di rispettare le prescrizioni in vigore; la protezione contro i licenziamenti deve essere migliorata, in particolare a vantaggio dei lavoratori più anziani."
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