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Svizzera
“Niente accordo quadro? Non sarebbe la fine”
Marco Jäggli
5 anni fa
Karin Keller-Suter, intervenuta a margine dell’Assemblea generale di Aiti, ha minimizzato le possibili conseguenze negative se l’intesa non verrà raggiunta: “Potrebbe essere un periodo un po’ più difficile, ma abbiamo ancora i bilaterali in vigore”

Questo pomeriggio la consigliera federale Karin Keller-Suter è intervenuta durante il passaggio di consegne alla testa dell’Associazione industrie ticinesi (AITI), in cui Fabio Regazzi ha lasciato il posto a Oliviero Pesenti, parlando di accordo quadro e degli aiuti per l’economia. In merito all’accordo con Bruxelles, la consigliera federale ha dichiarato sostanzialmente che anche senza accordo quadro la situazione non sarebbe particolarmente grave: “da quando sono consigliera federale ho difeso due volte la via bilaterale”, ha spiegato in collegamento Skype, trasmesso anche da Teleticino,“(...) la seconda volta nel caso dell’iniziativa per la limitazione, respinta da più del 60% dei votanti. Detto questo, anche se non abbiamo l’accordo quadro non è che non abbiamo niente. Adesso abbiamo un po’ l’impressione nella discussione pubblica che senza accordo quadro la situazione sia perduta, che non avremmo niente, ma il Consiglio federale ha detto che vanno raggiunte delle condizioni e per il momento le differenze tra l’Unione Europea e la Svizzera sono troppo grandi e abbiamo detto che non firmeremo questo accordo se gli interessi della Svizzera non saranno equilibrati”.

“È vero”, ha aggiunto infine, “che senza accordo quadro rischiamo di attraversare un periodo un po’ più difficile, ma non sarebbe la fine per la Svizzera perché abbiamo ancora gli accordi bilaterali in vigore”.

“L’economia deve tornare a camminare da sola”
Karin Keller-Suter si è soffermata anche sugli aiuti economici, affermando l’importanza che le imprese tornino gradualmente a reggersi sulle proprie gambe: “Credo che bisogna prima di tutto ritornare alla libertà e alla responsabilità personale. Credo sia questa la chiave che ci farà uscire da questa situazione. È stato necessario sostenere le imprese e gli individui finanziariamente ma non si può dare l’impressione che l’economia si trovi in una situazione in cui lo Stato fà tutto e finanzia tutto”. Per la consigliera federale dunque “bisogna uscire da questa situazione e ritrovare una nuova libertà e credo che le imprese abbiano veramente interesse a cavarsela da sole, senza domandare che sia lo Stato a farle uscire dalla crisi impedendo che ci sia un intervento statale ancora maggiore. Credo che la libertà economica verrà ritrovata e sono sicura che ci sarà una ripresa. È vero che ci saranno dei cambiamenti strutturali ma bisogna assumerseli”.

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