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Svizzera
Nevicate in Svizzera: ogni dieci anni si perdono 8 centimetri
Vista su Klosters il 2 gennaio 2023. La stagione 2022/23, caratterizzata da scarse nevicate, è stata tipica della tendenza pluriennale alla diminuzione delle precipitazioni nevose. Foto: Jonas Götte / SLF
Vista su Klosters il 2 gennaio 2023. La stagione 2022/23, caratterizzata da scarse nevicate, è stata tipica della tendenza pluriennale alla diminuzione delle precipitazioni nevose. Foto: Jonas Götte / SLF
Keystone-ats
5 mesi fa
L’istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos (SLF) ha misurato l’altezza media della neve tra il 1962 e il 2023: nelle zone di alta montagna il calo è nettamente superiore rispetto all’Altopiano, già caratterizzato da scarse precipitazioni nevose.

Negli ultimi sessant'anni la coltre nevosa in Svizzera è diminuita fino a otto centimetri ogni decennio. È l'esito a cui è giunto il progetto SPASS (SPAtial Snow climatology for Switzerland, climatologia territoriale della neve per la Svizzera) dell'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos (SLF), pubblicato oggi. "È la prima volta che siamo riusciti a mostrare le tendenze su una vasta area e per diversi livelli di altitudine", spiega nel comunicato il climatologo Christoph Marty. "Possiamo vedere chiaramente le conseguenze del cambiamento climatico", aggiunge. 

Diminuzioni più cospicue in montagna

In termini assoluti le diminuzioni più cospicue si sono registrate in montagna, attorno ai 2000 metri di quota, "dove lo spessore di neve è maggiore". Gli otto centimetri in meno ogni dieci anni dal 1962 al 2023, rappresentano dunque una perdita complessiva di quasi mezzo metro di coltre bianca. In percentuale però si tratta di una quantità attorno al 4% per decennio, mentre più in alto "la diminuzione della copertura nevosa invernale è ancora più contenuta e in alcuni casi non significativa", sottolinea Marty. I dati si fermano peraltro ai 3'000 m sopra il livello del mare, poiché più in alto sono disponibili troppe poche misurazioni comparative a lungo termine, così come sono state escluse le zone al di sotto dei 250 m d'altitudine. 

Variazione assoluta dell'altezza media della neve da novembre ad aprile tra il 1962 e il 2023 in centimetri per decennio: nelle zone di alta montagna il calo è nettamente superiore rispetto all'Altopiano, già caratterizzato da scarse precipitazioni nevose. I terreni sopra i 3000 m s.l.m. sono contrassegnati in grigio scuro. Nelle aree striate la variazione non è statisticamente significativa. (Grafico: Christoph Marty / SLF).
Variazione assoluta dell'altezza media della neve da novembre ad aprile tra il 1962 e il 2023 in centimetri per decennio: nelle zone di alta montagna il calo è nettamente superiore rispetto all'Altopiano, già caratterizzato da scarse precipitazioni nevose. I terreni sopra i 3000 m s.l.m. sono contrassegnati in grigio scuro. Nelle aree striate la variazione non è statisticamente significativa. (Grafico: Christoph Marty / SLF).

L'altopiano perde tra il 10 e il 20%

La situazione sull'altopiano è invece diametralmente opposta. Laddove le nevicate sono più ridotte, infatti, la diminuzione di circa un centimetro si traduce in una perdita percentuale tra il 10 e il 20% ogni decade. Marty e il suo gruppo hanno osservato nel dettaglio anche i dati di misurazione di 350 stazioni negli ultimi 25 anni, tra novembre e aprile. Il modello è stato sviluppato suddividendo il territorio in una griglia di quadrati, di un chilometro di lato ciascuno.