
Un migliaio di neocastellani sono scesi in piazza oggi in segno di protesta contro la politica di austerità del governo cantonale. Sindacati e partiti di sinistra hanno chiesto un cambiamento di rotta. La manifestazione, posta sotto lo slogan "Per un cantone che crede nel futuro", si è svolta sotto una pioggia battente sulla piazza della stazione a Neuchâtel, dove hanno preso la parola vari rappresentanti delle istituzioni toccate dai tagli finanziari. Il comitato promotore, che riunisce organizzazioni sindacali e partiti politici di sinistra, ha chiesto la soppressione del cosiddetto "freno all'indebitamento", all'origine delle misure di austerità, e ha reclamato nuove fonti di introiti. Consiglio di Stato e Gran Consiglio sono in particolare stati invitati a varare provvedimenti efficaci per contrastare la frode fiscale e rilanciare l'economia. Il piano finanziario del programma di legislatura 2018-2021 prevede una quarantina di misure di risparmio. Il parlamento cantonale lo esaminerà in primavera con l'obiettivo di portare il cantone fuori dalle cifre rosse già nel 2020. Per il "comitato di crisi" che ha indetto la protesta, le misure di austerità andranno a colpire in particolare modo i ceti sociali più sfavoriti: sono in programma una riduzione dei sussidi ad anziani bisognosi e istituzioni, nonché un calo delle prestazioni a carico dello Stato.
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