
Servizio civico e tassa di successione: il risultato è chiarissimo – Il Ticino segue la tendenza (con partecipazione al voto inferiore al 40%) – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Il Canton Lucerna, uno degli ultimi senza una legge sulla custodia dei bambini, sosterrà maggiormente l'accoglienza extrafamiliare, ma non unicamente a proprie spese. Oggi gli elettori hanno ampiamente respinto un'iniziativa socialista che chiedeva alle sole autorità cantonali di assumersi questa competenza, preferendole un controprogetto del governo che mira a condividere il compito e il finanziamento tra il Cantone e i Comuni.
Alle urne i lucernesi hanno accolto con il 57,2% dei voti il controprogetto, una nuova legge sull'assistenza all'infanzia. L'iniziativa socialista è stata invece respinta con il 77,5% dei voti. L'affluenza ha raggiunto il 45,2%.
Attualmente, l'assistenza extrafamiliare è di competenza dei Comuni lucernesi, con le famiglie che sostengono la maggior parte dei costi. Il testo del PS voleva obbligare il Cantone a garantire una copertura tale che i genitori non pagassero più del 30% delle spese. L'attuazione della nuova legge dovrebbe costare 44 milioni di franchi - ripartiti tra Cantoni e Comuni - contro i 72 milioni stimati in caso di riuscita dell'iniziativa.
Il Centro, l'UDC, il PLR e il PVL avevano motivato il loro «no» proprio per i costi elevati. Tutti i partiti, tranne l'UDC, sostenevano il controprogetto governativo. Il PS e i Verdi davano invece la preferenza all'iniziativa.
Il no uscito dalle urne è un messaggio chiaro: la popolazione svizzera sostiene l'esercito. Non vuole indebolire l'obbligo militare con uno pseudo servizio civico. È quanto ha comunicato oggi l'UDC, aggiungendo che la cosiddetta «Iniziativa Servizio civico» era l'opposto di quanto prometteva: questo servizio obbligatorio statale avrebbe indebolito il nostro sistema di milizia collaudato ed eroso l'obbligo militare.
L'esercito svizzero garantisce la sicurezza della nostra popolazione e del nostro paese. Per fare questo, ha bisogno di un personale affidabile. La coscrizione è un mandato costituzionale. L'articolo 59 della Costituzione federale è chiaro: «Gli uomini svizzeri sono obbligati al servizio militare. La legge prevede un servizio civile sostitutivo». Questo principio ha reso il nostro paese forte e sicuro. L'Iniziativa Servizio civico voleva indebolire questo mandato chiaro, sottolinea l'UDC nel comunicato.
«Uno schiaffo democratico per i Giovani Socialisti». È il commento dell'UDC alla netta bocciatura uscita dalle urne per l'iniziativa popolare per il futuro. «Chi vuole espropriare persone e imprese distrugge le fondamenta del nostro ordinamento democratico», scrive il partito in un comunicato.
Per i democentristi, solo dove la proprietà è rispettata le aziende investono e nascono posti di lavoro. «Il socialismo, come lo vogliono la GISO e vaste parti del PS, conduce alla povertà e a regimi dittatoriali», afferma l'UDC, citando l'esempio di DDR, Corea del Nord e Venezuela.
L'Iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna» (Iniziativa Servizio civico) è stata bocciata con l'84,1% di voti. L'Iniziativa «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo» (Iniziativa per il futuro) ha incassato il 78,3% di «no».
Gli aventi diritto di voto di St. Moritz (GR) oggi hanno approvato a larga maggioranza (69,4% di sì) un credito quadro di 114 milioni di franchi per la realizzazione di un centro per gli sport sul ghiaccio.
La partecipazione ha raggiunto il 63,0%. Il denaro servirà più globalmente per lo sviluppo dell'area Islas, che è uno dei progetti comunali più importanti degli ultimi decenni. Secondo i piani, il Comune, oltre al nuovo centro, realizzerà una bonifica di siti contaminati e la valorizzazione dell'area, un parcheggio Park&Ride e un nuovo centro di raccolta dei materiali riciclabili.
Il nuovo sito per gli sport sul ghiaccio offrirà condizioni di allenamento professionali per le associazioni locali di diversi sport, ma anche opportunità per bambini e adolescenti. Pure gli atleti che contano su St. Moritz come centro internazionale di allenamento in altitudine potranno beneficiare della nuova struttura e delle maggiori opportunità di allenamento.
I cittadini friburghesi hanno respinto oggi un'iniziativa della sinistra e dei sindacati che chiedeva l'introduzione di un salario minimo nel Cantone. Il no ha vinto con il 53,54% dei voti, mentre l'affluenza alle urne è stata del 40,6%. Le autorità e gli ambienti economici si erano opposti all'iniziativa.
Il testo mirava a inserire nella legge sull'occupazione e sul mercato del lavoro (LEMT) un salario minimo obbligatorio di 23 franchi l'ora, pari a 4000 franchi al mese.
Ma il messaggio di sinistra e sindacati non è riuscito a raccogliere la maggioranza dei suffragi, nonostante un netto sì nella città di Friburgo, capoluogo cantonale, che ha accettato il testo con il 63% dei voti, così come Villars-sur-Glâne, terzo comune del cantone per popolazione, con il 55,1%. Al contrario, la seconda città del cantone, Bulle, ha respinto l'iniziativa per un soffio, con il 50,4% dei voti.
Esecutivo soddisfatto
L'opposizione è stata più marcata nella parte germanofona del cantone, con un no al 63,2% nel distretto della Sense. Altrove, il distretto della Sarine ha votato sì al 53,4%, mentre quello della Veveyse ha approvato il progetto col 50,3%. Dal canto suo, la Gruyère ha respinto l'iniziativa con il 55,3% e il distretto bilingue di See/Lac l'ha bocciata a sua volta con il 62,5%.
Il Consiglio di Stato, per bocca del responsabile dell'economia Olivier Curty, ha accolto con favore la decisione del popolo friburghese, pur dichiarando di voler rimanere "sensibile" alla questione dei bassi salari nel cantone. "Continueremo a investire nella formazione professionale e nel partenariato sociale", ha promesso Curty.
Quest'ultimo si è impegnato a perseguire "l'obiettivo dei promotori dell'iniziativa", ricordando che il numero di lavoratori con un salario inferiore a 4000 franchi è diminuito tra la fine del 2022 e la fine del 2024, secondo l'Ufficio federale di statistica (UST), passando da 6500 a 4500 persone. Curty intende inoltre rilanciare le trattative nel settore del commercio al dettaglio.
Se il testo fosse stato approvato, Friburgo sarebbe diventato il sesto cantone a introdurre un salario minimo dopo Neuchâtel, Giura, Ginevra, Ticino e Basilea Città. Presentata nel novembre 2023, l'iniziativa friburghese aveva raccolto 7040 firme valide (ne erano richieste 6000).
Alleanza sicurezza svizzera è convinta che la popolazione abbia preso la decisione giusta nel respingere l'Iniziativa Servizio civico. Con questa bocciatura - indica in un comunicato - gli svizzeri hanno detto "no" a un servizio generico a spese dei contribuenti. L'obbligo di servire deve essere «limitato alla nostra sicurezza», ha sottolineato
Sebbene l'intento fosse positivo, l'iniziativa avrebbe fallito nel suo obiettivo di rafforzare la sicurezza della Svizzera. Alcuni pilastri fondamentali della nostra società, della nostra sicurezza e della nostra economia sarebbero stati indeboliti, ha indicato.
L'ultima parola sul Servizio civico non è ancora detta, ne è convinto il PVL secondo il quale l'accettazione della iniziativa avrebbe garantito i numeri necessari per l'esercito e la protezione civile, facendo al contempo un passo verso una maggiore uguaglianza.
«I tempi sono diventati più incerti. Se il rifiuto di un obbligo di servizio per tutti i cittadini sarà la risposta giusta a lungo termine, lo dirà il tempo. Sono convinto che sul tema del servizio civico l'ultima parola non sia ancora stata pronunciata», ha sottolineato il consigliere nazionale Beat Flach, citato in un comunicato.
I Giovani Liberali Radicali esultano, rivendicando la «vasta campagna da loro condotta in prima linea» contro «l'iniziativa espropriatrice» della Gioventù Socialista (Iniziativa per il futuro). «Tuttavia – aggiungono –, gli sgravi previsti per il ceto medio nelle prossime votazioni sono minacciati dall'atteggiamento del Centro e dell'UDC».
I Giovani PLR puntano il dito contro la sinistra: «L'Iniziativa per il futuro non è che l'ultimo esempio dei progetti distruttivi portati avanti dalla Gioventù Socialista. Ma il vero scandalo risiede altrove: questi testi radicali trovano ormai un sostegno crescente presso il PS e i Verdi. Appoggiando quest'ultima iniziativa, hanno avallato un progetto che minacciava migliaia di posti di lavoro e la prosperità del Paese. Una posizione indegna dei Verdi, ma ancor più del PS in quanto partito di governo». Jonas Lüthy, presidente dei Giovani Liberali Radicali Svizzeri, lancia anche la provocazione: «Se i compagni persistono nel flirtare con la loro sezione giovanile e il compagno Marx sostenendo progetti così estremi, dovrebbero seriamente pensare di soddisfare la richiesta della GISO e lasciare il Consiglio federale. Nello spirito della concordanza, i vertici del PS farebbero meglio a chiedersi come assumersi nuovamente le proprie responsabilità di partito di governo.»
Ma ne hanno anche per UDC e Centro, che «respingendo l'iniziativa sull'imposizione individuale, si oppongono, con pretesti fallaci, a un taglio delle imposte per quasi la metà dei contribuenti». Jonas Lüthy conclude: «Mentre gli altri partiti borghesi sono incapaci di condurre una politica coerente a favore del ceto medio, si può contare sui Giovani Liberali Radicali per mantenere la rotta.»
Gli stranieri residenti nel Canton Vaud non potranno votare a livello cantonale. L'iniziativa che voleva attribuire loro questo diritto è stata nettamente respinta oggi alle urne.
Promossa dal movimento civico Ag!ssons e sostenuta dalla sinistra e da varie ONG, l'iniziativa è stata bocciata dal 63,6% dei votanti.
Il testo chiedeva che gli stranieri, come già avviene dal 2003 a livello comunale, potessero partecipare alle votazioni cantonali a determinate condizioni (residenza da almeno tre anni nel cantone e da almeno dieci in Svizzera).
Non è la prima volta che il popolo vodese si esprime per lo status quo, avendo già respinto un'iniziativa simile nel 2011, bocciata all'epoca con quasi il 70% dei voti.
Sebbene la partecipazione degli stranieri alle votazioni comunali sia possibile in diversi cantoni, tra cui Vaud dal 2003, è rara nelle votazioni cantonali. Solo Neuchâtel e il Giura la autorizzano.
Il risultato odierno rappresenta una vittoria per il PLR e l'UDC che insieme alla Ligue vaudoise, un movimento che si batte per il rafforzamento dell'identità vodese, avevano combattuto questa iniziativa. A loro avviso, il diritto di voto cantonale deve rimanere indissociabile dalla cittadinanza svizzera. Anche il Consiglio di Stato proponeva di respingere l'iniziativa, preferendole la naturalizzazione.
Pure il Canton Appenzello Esterno ha respinto oggi un testo volto a introdurre il diritto di voto per gli stranieri a livello cantonale.
Vodesi all'estero potranno eleggere «senatori»
Oggi il corpo elettorale vodese si è espresso anche su altri due temi meno controversi. Con il 63,9% di sì ha accolto una modifica costituzionale che consente ai cittadini vodesi residenti all'estero di partecipare alle elezioni per il Consiglio degli Stati, come già avviene per il Nazionale.
Sono potenzialmente interessati da questa modifica circa 25'000 persone. Potranno votare per i candidati alla Camera dei Cantoni, ma anche essere eletti. In caso di elezione, tuttavia, dovranno tornare a domiciliarsi nel cantone. Vaud diventa il 14esimo cantone ad autorizzare i propri cittadini residenti all'estero a partecipare alle elezioni del Consiglio degli Stati.
Infine, con oltre il 71% dei voti, oggi i cittadini vodesi hanno respinto una proposta di modifica della Costituzione, con la quale si intendeva concedere automaticamente il diritto di voto alle persone sotto curatela generale per incapacità permanente di discernimento.
Questo cambiamento avrebbe riguardato circa 1400 persone nel cantone, per lo più affette da disturbi psichici ed escluse dal corpo elettorale.
L'affluenza alle urne per i tre oggetti è stata del 42,4%.
L'Iniziativa Servizio civico avrebbe rafforzato la sicurezza nazionale e la coesione sociale e alleviato i problemi di risorse nell'esercito e nella protezione civile: così il Partito Evangelico Svizzero, che si dice deluso, commenta in un comunicato i risultati usciti dalle urne. Con il no odierno, queste sfide persistono, aggiunge.
Il PEV mette in guardia dalla tentazione di risolvere i problemi esistenti a spese del servizio civile. Il referendum contro la legge sul servizio civile è ora essenziale per proteggere questo servizio collaudato e prezioso, viene sottolineato.
In Appenzello Esterno gli stranieri continueranno a non godere del diritto di votare ed eleggere a livello cantonale. Il corpo elettorale ha adottato oggi con il 77,8% di suffragi una nuova costituzione cantonale che non contempla questa novità.
La partecipazione ha raggiunto il 50,2%. Agli aventi diritto di voto erano sottoposte due varianti pressoché identiche della nuova legge fondamentale. L'unica differenza era appunto rappresentata dal controverso nuovo diritto per stranieri residenti in Svizzera ininterrottamente da almeno dieci anni, che è stato bocciato dal 72,8% dei votanti.
Appenzello Esterno sarebbe diventato il primo Cantone della Svizzera tedesca a consentire agli stranieri di votare ed eleggere a livello cantonale. La revisione, avversata soltanto dall'UDC, non avrebbe introdotto il diritto di essere eletti. Nella Confederazione il diritto di voto è concesso, dopo due lustri di domicilio, agli stranieri a Neuchâtel e nel Giura. Oggi i cittadini vodesi hanno respinto un'iniziativa popolare volta a introdurre tale diritto con una quota di no del 64,8%. Alcuni Comuni di Appenzello Esterno riconoscono già il diritto di voto agli stranieri al loro livello.
La Costituzione riveduta prevede il referendum finanziario facoltativo; un ufficio del difensore civico, che fungerà da centro di consulenza per i privati in caso di conflitti con le autorità; e un articolo sul whistleblowing che permetterà di proteggere da eventuali ritorsioni i dipendenti del Cantone che segnalano irregolarità nell'amministrazione. Inoltre, la Costituzione sancisce la protezione del clima. Per le elezioni del Gran Consiglio, rimarrà in vigore il sistema misto con proporzionale e maggioritario.
La legge fondamentale in vigore, del 1995, prevede che il Gran Consiglio stabilisca ogni 20 anni se una revisione totale sia necessaria. Il legislativo ha ritenuto che fosse il caso e il 4 marzo 2018 gli aventi diritto di voto gli hanno dato ragione esprimendosi a favore di una revisione totale della Costituzione cantonale col 72,5% dei consensi.
Secondo parlamento e governo, dal 1995 si sono verificati cambiamenti sociali, politici ed economici fondamentali che dovrebbero trovare riscontro nella nuova legge fondamentale.
I lavori e le discussioni sulla revisione completa della Costituzione sono durati anni. Particolarmente controversa è stata proprio la questione dell'estensione del diritto di voto ai cittadini stranieri.
Lo scorso 25 agosto il Gran Consiglio, con 64 voti contro uno senza astensioni, ha accolto il nuovo testo e deciso di sottoporlo al popolo nelle due varianti. La nuova Costituzione entrerà presumibilmente in vigore all'inizio del 2027.
In un comunicato, Swissmem afferma di interpretare il risultato del voto di oggi «come un forte mandato per continuare a impegnarsi con energia a favore di migliori condizioni economiche in Svizzera». La giornata odierna «rappresenta anche un segnale chiaro alla politica affinché tuteli la piazza svizzera e rafforzi le condizioni quadro per le imprese».
«Il chiaro 'no' all'iniziativa dei Giovani Socialisti è una dimostrazione di fiducia nell'economia svizzera», afferma il presidente di Swissmem, Martin Hirzel, citato nella nota. «La popolazione - aggiunge - ha chiarito che prosperità, protezione del clima e innovazione sono possibili solo con aziende forti».
L'elettorato «ha senza dubbio compreso le gravi conseguenze di questa iniziativa», commenta da parte sua Economiesuisse. Con la decisione odierna «è chiaro che un'imposta di successione a livello federale non trova alcun sostegno tra la popolazione», afferma la federazione delle imprese in un comunicato.
«La campagna di diffamazione senza precedenti condotta dai più ricchi ha dato i suoi frutti», commenta la Gioventù Socialista di fronte al massiccio rifiuto della sua iniziativa popolare. Malgrado il «no», la proposta ha avuto un impatto significativo, riportando nell'agenda politica temi come l'imposta sulle successioni e il potere degli ultra-ricchi, afferma il partito.
La GISO ha duramente attaccato la lobby economica: «Mai un'iniziativa era stata combattuta in Svizzera in modo così parziale e distorto». Con affermazioni false e allarmismo mirato, il PLR e Economiesuisse hanno tentato di bloccare il dibattito sulla concentrazione della ricchezza e sulla crisi climatica.
Il servizio civico non avrebbe aumentato la sicurezza del Paese, secondo il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), contrario al testo. La sua segretaria politica, Pauline Schneider, ha sottolineato sulle onde della RTS l'importanza del volontariato in Svizzera, rammaricandosi del fatto che l'iniziativa abbia «confuso un po' le cose», parlando di volontariato da un lato e di sicurezza dall'altro.
«È essenziale pensare a queste due questioni anche separatamente. Ma il servizio civico non avrebbe portato maggiore sicurezza alla Svizzera», ha detto, sottolineando anche i rischi di «dumping salariale» che, a suo avviso, l'iniziativa avrebbe comportato.
Gli aventi diritto di voto sciaffusani hanno approvato oggi a larga maggioranza un contributo e un prestito per 130 milioni di franchi per la ristrutturazione dell'ospedale cantonale. Gli investimenti complessivi ammontano a oltre 400 milioni e corrispondono a poco meno della metà del bilancio annuale del Cantone, che conta poco più di 80'000 abitanti.
Alle urne i voti favorevoli hanno raggiunto l'84,8%, mentre l'affluenza alle urne è stata del 66,9%, precisa la Cancelleria dello Stato.
La necessità di un nuovo ospedale non era messa in discussione. Durante la campagna non c'è stata praticamente alcuna opposizione al contributo del Cantone, che si compone di due parti: 70 milioni di franchi saranno versati come apporto di capitale proprio dalle casse cantonali all'ospedale, che è organizzato come società anonima. Inoltre, le autorità cantonali concederanno prestiti fino a 60 milioni di franchi.
Oltre a questi 130 milioni, l'ospedale sciaffusano dovrà contrarre un prestito per un importo di circa 100 milioni. Per i restanti 170 milioni di franchi il nosocomio dovrà ricorrere al capitale proprio.
economiesuisse accoglie con favore il chiaro «no» all'Iniziativa per il futuro: «Oggi, la radicale imposta sulle successioni proposta dalla Gioventù socialista svizzera è stata nettamente respinta alle urne. L’elettorato svizzero si schiera così a favore delle imprese familiari e dell'economia».
Verdi Svizzera e Verdi del Ticino esprimono, invece, rammarico per il «no» all'iniziativa per il futuro. «La campagna milionaria del fronte del "no" è riuscita a impedire un dibattito serio sulla necessità di un'imposta di successione. Ciò evidenzia il peso sproporzionato che una minoranza di privilegiati può esercitare sulla formazione dell'opinione pubblica, rappresentando una seria sfida per la democrazia».
L'esito della votazione, viene aggiunto, mantiene l'attuale ingiustizia fiscale in relazione alla crisi climatica. «La Svizzera ha sottoscritto gli accordi di Parigi ma non sta facendo abbastanza per la crisi climatica, come sancito anche dalla Corte europea dei diritti umani. Con la bocciatura di quest'iniziativa i super ricchi, cioè i maggiori responsabili del cambiamento climatico, continueranno a non pagare la loro parte per la svolta energetica, scaricando le conseguenze sulle generazioni future» commenta Gianna Bonina, membra di comitato delle Giovani Verdi del Ticino.
Ma, come detto, i Verdi non demordono. «L'introduzione di un'imposta di successione rimane indispensabile per contrastare le crescenti disuguaglianze e per garantire le pari opportunità, specialmente considerando i 100 miliardi di franchi ereditati ogni anno. E il dibattito sull'imposta di successione non è concluso». I Verdi Svizzera presenteremo in Parlamento una mozione a favore di un'imposta di successione moderata.
La consigliera nazionale dei Verdi Greta Gysin commenta i risultati dell'Iniziativa Servizio civico: «Con questo risultato cosi netto si chiude la discussione sulla leva obbligatoria per tutti e per tutte. Io auspico che si chiudano anche gli attacchi al Servizio civile così come lo conosciamo oggi. Anzi, è un chiaro appoggio da parte della popolazione. La discussione è chiusa. Da qualsiasi punto di vista la si guardasse, l'iniziativa presentava punti problematici».
Verdi Svizzera e Verdi del Ticino esprimono soddisfazione per il netto rifiuto dell'iniziativa Servizio civico. «Il "no" all'iniziativa è anche un "no" femminista, perché l'iniziativa distorce il concetto di parità: mentre le donne continuano a svolgere la maggior parte del lavoro di cura non retribuito, l'iniziativa non affronta le reali disuguaglianze».
Per Gysin «le donne già contribuiscono in maniera essenziale e decisiva al funzionamento della nostra società prestando un'enorme mole di lavoro non retribuito. Questa iniziativa non sarebbe stata un passo verso la parità di genere, ma un aggravio del carico che già oggi grava sulle donne».
L'alleanza interpartitica contraria all'Iniziativa per il futuro festeggia il risultato: «Con il pretesto della lotta al cambiamento climatico, i Giovani Socialisti e i loro alleati volevano introdurre un'imposta confiscatoria del 50% sulle eredità dei contribuenti più ricchi. L'opinione pubblica non si è lasciata ingannare e si è resa conto dei numerosi danni collaterali che l'iniziativa avrebbe causato. Il risultato del voto rappresenta un fermo rifiuto delle politiche volte a penalizzare la proprietà privata e l'imprenditorialità, ma anche un monito per i Giovani Socialisti, il Partito Socialdemocratico (PS) e i Verdi: prosperità economica e tutela dell'ambiente non sono incompatibili».
Critiche vengono rivolte alla «retorica semplicistica della sinistra, che oscurava le reali conseguenze dell'iniziativa», ma che «non è riuscita a convincere» il popolo svizzero.