
Almeno tre film su dieci di Netflix (o Amazon Prime o Disney Plus o qualunque altra piattaforma) dovranno essere europei. È quanto contenuto nel programma di Promozione della cultura 2021-24, con una modifica all’articolo 24 della Legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche. Inoltre questi film e queste serie dovranno essere facilmente reperibili ed espressamente contrassegnati. La revisione della legge prevede anche che l’1% dei profitti di queste società siano dedicati alla produzione cinematografica svizzera oppure che sia versata una tassa di promozione corrispondente. Il Consiglio federale chiedeva molto di più, il 4%.
Referendum in vista
Oggi durante il voto vi è stata l’opposizione in particolare dei deputati liberali, che ritenevano troppo rigide le norme volute per proteggere il cinema indigeno dal successo delle piattaforme di streaming. Ma oggi anche la sezione giovanile del Partito liberale radicale, ha già annunciato di essere pronto a lanciare un referendum. A confermarlo a Nau.ch è stato il presidente Matthias Müller: “Non può esistere che aziende private debbano essere costrette dallo stato a offrire produzioni nazionali o europee”. Per la prima volta, quindi, il popolo svizzero potrà essere chiamato al voto su Netflix e simili.
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